
Partendo dal programma elettorale di Michele De Pascale, candidato a Presidente della Regione Emilia-Romagna, ho ragionato alcuni punti programmatici sui quali voglio impegnarmi.
L’impegno per i 18 Comuni della Provincia di Ravenna sarà per me una priorità: intendo spendermi per un ambito territoriale più ampio, portando la stessa passione che mi ha spinto negli anni passati a mettermi in gioco per la mia Città, Faenza. Lavorerò perché la Regione Emilia-Romagna sia al fianco della comunità locale, garantendo servizi migliori, rafforzando le opportunità economiche e rendendo il nostro territorio un luogo dove vivere e lavorare con orgoglio e serenità.
Premessa
Il programma che mi impegno a portare avanti per la Regione dei prossimi 5 anni nasce dal confronto con gli amministratori locali e le realtà associative del territorio: ho scelto di avanzare proposte che ricadono fra le competenze regionali, identificando i canali di finanziamento e le opportunità di sviluppo che la Regione può offrire a Faenza e ai territori provinciali.
Per il contrasto all’emergenza climatica e meno distanze fra le comunità
Ambiente
L’emergenza climatica non va negata e deve essere affrontata con iniziative concrete che incidano sul nostro modo di rapportarci con l’ambiente. Il primo punto non può che essere quello della consapevolezza, che deve passare tramite una maggiore formazione scolastica ed associativa sull’impatto dei cambiamenti climatici, i rischi connessi e le attività di mitigazione che i cittadini, le imprese e il settore pubblico possono mettere in campo. La Regione deve sempre più farsi promotrice degli investimenti necessari ad adeguare il patrimonio edilizio pubblico e privato presente sul territorio, diminuendone l’impatto climalterante (investimenti su patrimonio ACER, bandi di finanziamento per patrimonio degli enti locali) in un’ottica green, mirata all’impiego di energie rinnovabili. Il consumo di suolo zero non deve essere solo un obiettivo retorico, ma una pratica amministrativa, anche tramite una necessaria revisione della legge urbanistica vigente. Il Piano regionale di gestione dei rifiuti ha centrato l’obiettivo raggiungendo quasi l’80% di raccolta differenziata a livello regionale: questo traguardo va salvaguardato e associato a una riduzione della produzione pro capite. I progetti sperimentali relativi alle comunità energetiche, con l’affiancamento dei nostri Comuni, vanno resi strutturali e alla portata di tutti i cittadini. L’economia circolare vede al momento diverse problematiche relative al riutilizzo degli scarti delle nostre produzioni: serve un sostegno regionale alla riconversione dei cicli produttivi.
Infrastrutture e rete ferroviaria
Ogni giorno migliaia di cittadini si spostano per le nostre strade, piazze e quartieri, per raggiungere il proprio posto di lavoro, le scuole e i luoghi di interesse. Le nostre infrastrutture devono essere all’altezza delle nuove sfide e necessità. In primo luogo, il mio impegno sarà per garantire maggiori finanziamenti regionali per la manutenzione ordinaria delle strade, non solo dei centri, ma anche dei Comuni montani, senza dimenticare la viabilità provinciale. Non deve essere di secondo piano l’urgente rifacimento del Ponte Rosso, che collega Faenza alla Valle del Marzeno, con una particolare attenzione alla sicurezza sia dei cicloamatori che degli automobilisti. Per alleggerire il traffico fra la zona industriale di Faenza e il Borgo è indispensabile quanto prima completare lo studio e finanziare la circonvallazione a nord; allo stesso modo bisogna passare alla realizzazione della terza variante sulla provinciale casolana, a Borgo Rivola, progetti che mi stanno a cuore. Un ulteriore contributo alla vallata del Senio sul fronte sia della mobilità che delle future opportunità di sviluppo economico e promozione del territorio sarà la creazione del casello A14 dedicato, progetto già definito e in corso di realizzazione: come consigliere regionale mi impegnerò politicamente perché siano rispettati i tempi e vengano colte dal territorio vicino tutte le potenzialità derivanti.
Non ultimo, dando uno sguardo al traffico su rotaia, è importante riprendere il dibattito pubblico circa il quadruplicamento della Ferrovia Bologna – Castel Bolognese, valutando anche il tracciato affiancato alla linea storica, che consentirebbe di salvaguardare numerose aziende agricole ed impattare in maniera molto minore sui terreni coltivati. RFI deve abbandonare l’attuale approccio unilaterale e aprire tavoli di confronto permanenti con la Regione e gli enti locali coinvolti, condividendo anche le soluzioni strutturali volte a mitigare gli impatti sulle comunità locali.
Proseguendo poi verso Ravenna, ritengo che la Regione debba battersi con più forza per il potenziamento della linea regionale, la predisposizione dell’alta velocità e la diminuzione di ritardi e disservizi (progettualità già in corso che intendo sostenere, in raccordo con gli enti locali del territorio). Ciò potrebbe avvenire anche aumentando la capacità dell’itinerario Faenza – Granarolo – Russi – Ravenna, che risulta meno saturo di quello Castel Bolognese – Ravenna, e che già viene potenziato in estate con l’aggiunta di corse, che dovrebbero essere rese stabili per connettere meglio i territori provinciali. Ciò inoltre andrebbe a non gravare su territori come Solarolo e Barbiano, con passaggi a livello che già rallentano il traffico negli abitati. In definitiva, credo che si debba valorizzare la posizione logistica strategica della stazione di Faenza.
Infine, andrebbe favorito l’incontro fra la mobilità sostenibile e gli operatori turistici del territorio faentino e ravennate, sperimentando sinergie sulla falsariga di quanto sperimentato a Riccione dove chi arriva in città via treno vede il rimborso di parte dei costi del biglietto, l’esenzione dalla tassa di soggiorno e una scontistica per gli ingressi nei musei locali.
Trasporti e mobilità
Il sistema di trasporto dell’Emilia-Romagna del domani deve essere sempre più efficiente, sicuro e sostenibile. Per raggiungere questo obiettivo bisogna semplificare gli spostamenti tramite trasporto pubblico all’interno dei distretti territoriali dove le persone vivono e lavorano: intendo promuovere un abbonamento unico, tramite applicazione specifica, per il trasporto pubblico nell’Unione della Romagna Faentina e nell’Unione della Bassa Romagna, includendo tutti i mezzi di trasporto e facilitando modalità di spostamento intermodali e fruibili per tutti. Potenziando i servizi di trasporto pubblico, potrà consentire sia alla collina sia alle frazioni di campagna di rimanere attrattive, permettendo ai genitori di non dover portare sempre in giro i ragazzi per fare sport, per studiare o per frequentare gli amici; agli adulti di usare meno l’auto per recarsi dei luoghi di lavoro; agli anziani di continuare ad essere autonomi per poter accedere ai servizi primari senza dover ricorrere alle famiglie. Sono servizi in supporto all’autonomia individuale che permettono la sopravvivenza delle nostre comunità più periferiche.
A livello di investimenti e promozione della mobilità dolce, priorità dovrà essere data alla ciclabilità attraverso la conferma dei bandi di finanziamento regionale, che orientano gli enti locali alla realizzazione di nuove piste ciclabili, ma soprattutto alla ricucitura e la messa in sicurezza delle ciclabili esistenti. Sempre più importante sarà incentivare le soluzioni più adeguate alla messa in sicurezza dei ciclisti: corsie ciclabili, case avanzate (linea di arresto per le biciclette in posizione avanzata rispetto a quelle per gli altri veicoli) e interventi di moderazione della velocità finalizzati a garantire l’uso condiviso dello spazio stradale da parte di tutti gli utenti della strada, come da obiettivi della L.R. 10/2017. Su questo fronte, è anche prioritaria la realizzazione della pista ciclabile tra Castel Bolognese e Faenza, migliorando la sicurezza e l’interconnessione rispetto ai tratti di percorso già esistenti. Sono dell’idea, inoltre, che bisogna promuovere ulteriormente il progetto “Bike to Work” che incentiva i dipendenti all’utilizzo della bicicletta per recarsi al luogo di lavoro, e portare in Regione l’esperienza faentina – da me promossa – del “Bike to School”.
Da ultimo, è importante che l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia (ARPAE) continui a promuovere con forza presso le amministrazioni e le comunità locali la diffusione dei Piedibus, che rappresentano un modo semplice ma efficace per associare gli obiettivi di riduzione del traffico a progetti di educazione stradale e di orientamento a stili di vita sani. I buoni risultati conseguiti in tanti Comuni della nostra Provincia devono portare la Regione a diffondere sempre più questa possibilità, favorendo il reclutamento di volontari e l’adesione di un maggior numero di bambini possibile.