
Partendo dal programma elettorale di Michele De Pascale, candidato a Presidente della Regione Emilia-Romagna, ho ragionato alcuni punti programmatici sui quali voglio impegnarmi.
L’impegno per i 18 Comuni della Provincia di Ravenna sarà per me una priorità: intendo spendermi per un ambito territoriale più ampio, portando la stessa passione che mi ha spinto negli anni passati a mettermi in gioco per la mia Città, Faenza. Lavorerò perché la Regione Emilia-Romagna sia al fianco della comunità locale, garantendo servizi migliori, rafforzando le opportunità economiche e rendendo il nostro territorio un luogo dove vivere e lavorare con orgoglio e serenità.
Premessa
Il programma che mi impegno a portare avanti per la Regione dei prossimi 5 anni nasce dal confronto con gli amministratori locali e le realtà associative del territorio: ho scelto di avanzare proposte che ricadono fra le competenze regionali, identificando i canali di finanziamento e le opportunità di sviluppo che la Regione può offrire a Faenza e ai territori provinciali.
Per una società rispettosa delle identità
Mi impegno a farmi promotore di un’Emilia-Romagna in cui ogni persona possa sentirsi a casa e libera di essere sé stessa, senza temere di subire discriminazioni.
È fondamentale continuare con il sostegno alle reti di contrasto alla violenza sulle donne e con la promozione di progetti per le politiche di genere (con particolare attenzione al contrasto agli stereotipi e alla mascolinità tossica, cultura plurale delle diversità e della parità uomo-donna, implementazione di servizi di conciliazione vita-lavoro). Intendo vigilare affinché i consultori familiari continuino a garantire le cure primarie nell’area della salute sessuale, riproduttiva e psico-relazionale della donna e delle coppie, con équipe multidisciplinari che offrano percorsi preventivi e terapeutici, integrati con le altre strutture presenti sul territorio. Nei consultori inoltre è importante continui a trovare sede la realizzazione dei programmi personalizzati di intervento per l’applicazione della legge 194/1978, tutelando l’accesso informato, consapevole e sicuro all’interruzione volontaria di gravidanza, al riparo dalle incursioni delle associazioni antiabortiste.
Va attuata senza ulteriori indugi la legge regionale contro l’omotransfobia (L.R. 15/2019), per combattere ogni forma di discriminazione e di violenza che ancora oggi è rivolta alla comunità LGBTQIA+, rispettando l’identità di ogni persona.
La disabilità fisica ed intellettiva non deve più rappresentare un ostacolo all’integrazione e la realizzazione di sè: mi impegno a promuovere progetti di housing sociale e cohousing, a sostenere i Comuni nell’abbattimento delle barriere architettoniche, a identificare nuovi percorsi di formazione e inserimento lavorativo.
Infine, i finanziamenti regionali per i progetti per la pace, i diritti umani e il dialogo inter-religioso (L.R. 12/2002) sono lo strumento con il quale costruire una comunità inclusiva, coesa e interculturale e vanno pertanto confermati.