Lavoro e sviluppo economico

L’impegno per i 18 Comuni della Provincia di Ravenna sarà per me una priorità: intendo spendermi per un ambito territoriale più ampio, portando la stessa passione che mi ha spinto negli anni passati a mettermi in gioco per la mia Città, Faenza. Lavorerò perché la Regione Emilia-Romagna sia al fianco della comunità locale, garantendo servizi migliori, rafforzando le opportunità economiche e rendendo il nostro territorio un luogo dove vivere e lavorare con orgoglio e serenità.

Il programma che mi impegno a portare avanti per la Regione dei prossimi 5 anni nasce dal confronto con gli amministratori locali e le realtà associative del territorio: ho scelto di avanzare proposte che ricadono fra le competenze regionali, identificando i canali di finanziamento e le opportunità di sviluppo che la Regione può offrire a Faenza e ai territori provinciali. 

Imprese, sviluppo e transizione digitale

Le transizioni digitale ed energetica rappresentano le principali sfide e opportunità per il futuro dell’Emilia-Romagna. Il Patto per il Lavoro e il Clima della nostra Regione costituisce un modello unico a livello nazionale e un esempio da seguire, continuando a dargli corpo nei prossimi 5 anni. Supporterò le piccole e medie imprese attraverso un quadro di misure regionali a sostegno degli investimenti produttivi per la digitalizzazione e il potenziamento delle infrastrutture, in quanto il loro sviluppo sarà cruciale per la competitività del nostro territorio. Sosterrò inoltre l’adozione dei nuovi Piani urbanistici generali (PUG) per l’Unione della Romagna Faentina e l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, tenendo conto delle necessità logistiche delle imprese locali. La Regione deve proseguire nel suo impegno di consolidamento dell’hub faentino del carbonio e dei materiali compositi, che conta numerose aziende eccellenti attive in un settore dai moltissimi sbocchi industriali.

Mi impegnerò a sviluppare e potenziare infrastrutture digitali, come incrementare il passaggio alla banda ultra larga dove ancora non presente (specie negli ambiti montani), per ridurre il divario digitale e migliorare l’accesso ai servizi pubblici in tutta la Provincia. Una necessità imprescindibile anche in un’ottica di maggiore diffusione dello smart working. Le recenti tecnologie digitali consentiranno di sviluppare nuovi modelli di intervento nel campo del welfare, riducendo le disparità e consentendo di personalizzare gli interventi e le azioni. Inoltre, dovrà esser sempre più incentivata l’attitudine all’innovazione tecnologica delle aziende, potenziando la loro attività nei confronti dei mercati esteri, per far diventare la nostra Regione un punto di riferimento non soltanto a livello italiano, ma anche europeo e mondiale.

La riduzione del numero di NEET (giovani che non studiano, non lavorano e non sono in formazione), attraverso politiche attive e mirate, rappresenterà un altro dei miei obiettivi chiave. Investimenti mirati saranno destinati a percorsi formativi interdisciplinari che possano agevolare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, migliorare le competenze di chi già lavora, o il reinserimento di chi, in età adulta, necessità di riqualificarsi, nelle materie di competenza della Regione.

Soltanto rafforzando il dialogo tra scuole, università, centri di ricerca, istituzioni, e imprese si potrà garantire che le competenze acquisite siano in linea con le nuove esigenze del mercato del lavoro. In questo ambito, mi farò portavoce dell’aggiornamento della legge regionale sull’artigianato per includere i nuovi mestieri e professioni emergenti, come il social media manager, i data scientist o gli esperti di intelligenza artificiale. Nondimeno, mi impegnerò a rafforzare i servizi per garantire pari opportunità di accesso al mercato del lavoro. Le mie politiche mireranno a eliminare le barriere sociali e culturali che limitano la partecipazione femminile. La riduzione delle disuguaglianze salariali, altro tema fondamentale dei nostri giorni, potrà essere ottenuta insistendo sull’applicazione del principio di parità di retribuzione, agendo sul gender-gap occupazionale, e promuovendo percorsi formativi e di accompagnamento mirati a contrastare gli stereotipi di genere nelle scelte formative e professionali.

Capacità amministrativa, partecipazione e legalità

La Romagna Faentina, con le sue comunità e i suoi territori così ricchi di eccellenze e di tratti distintivi, ha le carte in regola per pensarsi come un ambito forte e coeso. Credo fermamente che la nostra Unione dei Comuni possa garantire servizi efficienti e di qualità: il mio impegno sarà volto a rafforzarli, confermando l’importanza per le Unioni di Comuni di essere equiparate ai capoluoghi di provincia, permettendogli così di attrarre fondi regionali per gli investimenti sul patrimonio comunale. E’ importante che le Unioni leggano sé stesse sempre più come ambiti sia funzionali all’erogazione dei servizi, sia come luogo di coordinamento territoriale per tutte le competenze di ambito comunale. Questo è vero anche per la Bassa Romagna, che da ormai 20 anni condivide un percorso di gestione intercomunale molto robusto. Aggiungo inoltre che sono favorevole a percorsi che possano portarci ad avere presto un’unica provincia romagnola, per meglio coordinare i servizi di pianificazione e gestione sovracomunale (urbanistica, infrastrutture, edilizia scolastica) e rappresentare al meglio la Romagna nei tavoli regionali (specialmente per turismo, sanità e trasporti). Devo poi ribadire la mia contrarietà all’autonomia differenziata, che rischia di spaccare il paese senza risolvere i problemi dei cittadini.

La sola “struttura” non è però sufficiente senza la partecipazione dei cittadini: ritengo che le esperienze di coinvolgimento civico e di amministrazione condivisa presenti nel nostro territorio vadano sempre più diffuse, per includere i singoli, le associazioni e le forme organizzate all’interno del policy-making locale e regionale. Per farlo, occorrerà semplificare le modalità di rendicontazione progettuale per i finanziamenti erogati secondo la normativa regionale per la partecipazione (L.R. 15/2018).

Infine, un territorio coeso è un territorio sicuro: la sicurezza urbana passa attraverso un coordinamento efficace delle forze dell’ordine e tramite la prevenzione. Mi impegnerò a promuovere i fondi regionali che finanziano l’ampliamento dei sistemi di videosorveglianza, l’installazione di varchi-targa per il contrasto alla criminalità e il rafforzamento di progetti di educazione stradale e iniziative di legalità nelle scuole e nelle associazioni.