Memoria e tradizioni

L’impegno per i 18 Comuni della Provincia di Ravenna sarà per me una priorità: intendo spendermi per un ambito territoriale più ampio, portando la stessa passione che mi ha spinto negli anni passati a mettermi in gioco per la mia Città, Faenza. Lavorerò perché la Regione Emilia-Romagna sia al fianco della comunità locale, garantendo servizi migliori, rafforzando le opportunità economiche e rendendo il nostro territorio un luogo dove vivere e lavorare con orgoglio e serenità.

Il programma che mi impegno a portare avanti per la Regione dei prossimi 5 anni nasce dal confronto con gli amministratori locali e le realtà associative del territorio: ho scelto di avanzare proposte che ricadono fra le competenze regionali, identificando i canali di finanziamento e le opportunità di sviluppo che la Regione può offrire a Faenza e ai territori provinciali. 

Per andare lontano dobbiamo aver presente il passato: per questo intendo promuovere sempre più le opportunità offerte dalle leggi regionali di valorizzazione delle manifestazioni storiche (L.R. 3/2017) e della memoria del Novecento (L.R. 3/2016). 

E’ importante continuare a sostenere i Rioni e le associazioni culturali e di promozione sociale nei loro progetti di conservazione e restauro del patrimonio costumistico, garantendo loro le attrezzature necessarie alle attività di rievocazione storica, che rappresentano il culmine di una importante attività aggregativa. Intendo valorizzare i Rioni come veicolo di valori positivi e trampolino per opportunità formative interne (per i soci) ed esterne (come gancio per la didattica della Storia nelle scuole del territorio e non solo). Le iniziative di didattica svolte da alcune realtà negli ultimi anni, con lezioni frontali in classe a tema Palio del Niballo e poi visite alle sedi rionali, credo possano essere esportate in altri contesti e rese sempre più strutturali. In aggiunta, credo che il mondo delle rievocazioni storiche possa offrire molto anche dal punto di vista turistico, completando l’offerta del nostro territorio: in questo senso sarà strategico aumentare la risonanza mediatica delle nostre manifestazioni. 

Bisogna inoltre investire sempre più nello studio, nella diffusione e nella rielaborazione delle vicende storiche del Novecento, tramite sostegno all’Istituto Storico della Resistenza, alle iniziative delle associazioni combattentistiche e partigiane, alle progettualità delle scuole, fra cui i Viaggi della Memoria. Su questo fronte, va rivisto il bando annuale di erogazione dei contributi, ampliando il novero degli enti locali e delle associazioni coinvolte, aumentando la percentuale di co-finanziamento regionale e promuovendo una maggiore qualità progettuale. Come ci insegna Liliana Segre “coltivare la memoria è un vaccino prezioso contro l’indifferenza”.