Salute

L’impegno per i 18 Comuni della Provincia di Ravenna sarà per me una priorità: intendo spendermi per un ambito territoriale più ampio, portando la stessa passione che mi ha spinto negli anni passati a mettermi in gioco per la mia Città, Faenza. Lavorerò perché la Regione Emilia-Romagna sia al fianco della comunità locale, garantendo servizi migliori, rafforzando le opportunità economiche e rendendo il nostro territorio un luogo dove vivere e lavorare con orgoglio e serenità

Il programma che mi impegno a portare avanti per la Regione nei prossimi 5 anni nasce dal confronto con gli amministratori locali e le realtà associative del territorio: ho scelto di avanzare proposte che ricadono fra le competenze regionali, identificando i canali di finanziamento e le opportunità di sviluppo che la Regione può offrire a Faenza e ai territori provinciali. 

Salute e politiche socio-sanitarie

L’emergenza Covid ci ha insegnato che il potenziamento del sistema sanitario pubblico e di prossimità deve essere una priorità: la Regione deve battersi sempre più perché il Governo aumenti le risorse destinate alla salute, una necessità inevitabile con l’aumento della popolazione anziana. In questo senso, negli ambiti collinari, i progetti innovativi per il mantenimento di ambulatori di vallata come prima sede di diagnosi e di presidio per attività infermieristiche possono fornire supporto ai medici di base e servire ad intercettare quelle esigenze delle persone non più giovani, che faticano maggiormente a spostarsi verso i poli urbani. D’altra parte, come sistema sanitario regionale, vanno potenziati tutti i servizi di prevenzione, anche attraverso modalità innovative che siano sempre più in dialogo con gli aspetti sociali e di benessere. 

Gli ospedali di Faenza e Lugo devono essere sempre più centrali nella politica sanitaria distrettuale, come punto di riferimento per tutti i territori nel contesto dell’Azienda Sanitaria della Romagna. Allo stesso modo, è fondamentale rafforzare le Case della Comunità e i servizi di medicina di prossimità. Il Centro di Assistenza Urgenza (CAU) di Faenza va potenziato e allo stesso modo andrà realizzato il CAU di Castel Bolognese a servizio della Valle del Senio. Non possiamo e non dobbiamo abbandonare i Comuni montani: dobbiamo garantire servizi specialistici anche nelle piccole comunità. 

Le Aziende di Servizi alla Persona devono essere valorizzate in quanto presidi fondamentali per i servizi rivolti alla terza età: non soltanto per l’assistenza diretta nelle sue varie forme, ma come ambiti di sperimentazione di servizi innovativi, volti alla prevenzione e all’integrazione rispetto al mondo sanitario. Intendo proporre anche nel territorio ravennate lo sportello assistenti familiari e famiglie, servizio già presente in altri territori della Regione e che favorisce il raccordo fra gli operatori dell’assistenza (cosiddette badanti) e le persone anziane o non autosufficienti e i loro familiari. Questo servizio aggiuntivo consentirebbe di fornire informazioni, accompagnare nell’individuazione degli assistenti, organizzare e gestire percorsi formativi, promuovendo la regolarità dei rapporti di lavoro e l’innalzamento degli standard qualitativi dell’assistenza. Un’ulteriore progettualità che la Regione dovrebbe incentivare per tramite delle ASP è secondo me quella del telesoccorso e della teleassistenza. Nell’ambito dei servizi domiciliari, consentendo quindi alla persona di rimanere all’interno del proprio contesto di vita quotidiana, possono essere aggiunti servizi a distanza sia per rispondere a situazioni di emergenza (telesoccorso, 24 ore al giorno), sia per monitorare le condizioni e i bisogni degli utenti, contrastando la solitudine e l’isolamento sociale (teleassistenza, tramite contatti telefonici programmati e concordati con l’utente).

Esorterò poi la Regione ad implementare il “Patto per la casa”, e definire nuovi contributi annuali volti alla riqualificazione del patrimonio di Edilizia residenziale pubblica. Oggi più che mai è necessario mettere in uso, ampliare e rigenerare ove possibile il patrimonio abitativo pubblico e privato, senza consumo di suolo, alla luce della crescente difficoltà dei cittadini a reperire alloggi a prezzi accessibili. A tal fine vanno sostenuti gli sforzi degli enti locali nel rispondere alla crisi abitativa (come ad esempio il progetto “Casa viva” dell’Unione della Romagna Faentina) ed andrà inoltre concretizzato un piano per l’affitto calmierato destinato ai giovani under 35 e famiglie con minori.