Sicurezza del territorio

L’impegno per i 18 Comuni della Provincia di Ravenna sarà per me una priorità: intendo spendermi per un ambito territoriale più ampio, portando la stessa passione che mi ha spinto negli anni passati a mettermi in gioco per la mia Città, Faenza. Lavorerò perché la Regione Emilia-Romagna sia al fianco della comunità locale, garantendo servizi migliori, rafforzando le opportunità economiche e rendendo il nostro territorio un luogo dove vivere e lavorare con orgoglio e serenità

Il programma che mi impegno a portare avanti per la Regione dei prossimi 5 anni nasce dal confronto con gli amministratori locali e le realtà associative del territorio: ho scelto di avanzare proposte che ricadono fra le competenze regionali, identificando i canali di finanziamento e le opportunità di sviluppo che la Regione può offrire a Faenza e ai territori provinciali. 

Non possiamo governare i nuovi e maggiori rischi idrogeologici ed idraulici con le norme e gli approcci di un secolo fa. Le ferite del nostro territorio vanno curate con velocità ed efficacia, pretendendo dai competenti livelli di governo i risarcimenti necessari per i privati e le aziende, i lavori urgenti di messa in sicurezza ed uno snellimento del processo decisionale. 

Ritengo che vadano individuate (o ripristinate) quelle buone prassi di manutenzione che assicurano una tempestiva e costante manutenzione del territorio, anche con il coinvolgimento dei privati proprietari: gestione e regimazione delle acque in collina, pulizia dei fossi, consolidamento delle scarpate. La Regione e le sue agenzie devono promuovere una revisione dei regolamenti vigenti e garantire una maggiore assistenza agli enti locali nella direzione lavori per assicurare una migliore qualità realizzativa.  

Dovremo assicurare non solo risarcimenti e ricostruzione post alluvione, ma una progettazione per la sicurezza futura che tenga conto del mutato scenario climatico. Credo che la Regione debba fare la sua parte, promuovendo una serie di interventi organici volti alla gestione idraulica dei corsi d’acqua dalla fonte alla foce: è importante che i nostri fiumi e torrenti (Santerno, Senio, Lamone, Marzeno, Montone) vedano la realizzazione di casse di espansione, vasche di laminazione e golene allagabili in punti strategici lungo il loro percorso, arretrando gli argini ove possibile, mettendo in campo le necessarie riconversioni produttive ed indennità agricole. Dove queste opere sono sostanzialmente già state realizzate (Cuffiano), vanno collaudate e messe all’opera al più presto. Dove mancano i sensori idrometrici nei corsi d’acqua (come sul Sintria, o sul Senio fra Casola Valsenio e Tebano, o sul Marzeno fra Modigliana e Rivalta) vanno installati, quelli rotti prontamente sostituiti (Sarna). 

Bisogna investire maggiormente e in modo più tempestivo sulle opere necessarie al contrasto al dissesto idrogeologico in Appennino, consolidando in particolare le situazioni di maggiori fragilità che oggi si riscontrano a monte degli abitati di Brisighella e Riolo Terme (lungo la linea ferroviaria faentina e la viabilità comunale di accesso a case sparse a Brisighella e Casola Valsenio, specialmente). 

Infine, ritengo che vada potenziato il coordinamento della comunicazione ai cittadini durante le emergenze, per non lasciare soli i nostri amministratori comunali nei frangenti più impegnativi; così come vada promossa la formazione delle comunità locali relativamente ai comportamenti da tenere durante le allerte, piccole prassi da insegnare nelle scuole, come è stato fatto per anni per il terremoto, per imparare a gestire la paura e salvaguardare la propria vita.

Per raggiungere questi obiettivi, che chiamano in causa una trasformazione in alcuni casi radicale del nostro territorio, ritengo che la Regione debba istituire una Agenzia dedicata alla sicurezza post alluvione, dotata di idonee competenze tecniche, a servizio dei Comuni del territorio, e capace di effettuare ricognizioni veloci dei bisogni più urgenti e di appaltare celermente i lavori necessari, coordinando il proprio agire con tutti i livelli istituzionali coinvolti.