Un Manifesto per il Lamone

Un Manifesto per sostenere il patrimonio eco-paesaggistico dei territori bagnati dal nostro Lamone

***Comunicato Stampa dell’Ufficio di Staff del Sindaco***

Sottoscritto ufficialmente questa mattina da regione Emilia-Romagna e comuni, il Manifesto delle Terre del Lamone. Alla cerimonia presso la Residenza municipale di Faenza hanno partecipato l’assessore all’ambiente della Regione Emilia-Romagna Paola Gazzolo, gli amministratori dei sei comuni “bagnati” dal Lamone (Marradi, Brisighella, Faenza, Bagnacavallo, Russi e Ravenna), la consigliera ragionale Manuela Rontini e i rappresentanti degli enti e associazioni coinvolte nell’iniziativa.

Il documento rappresenta il primo passo per la costituzione del Contratto di Fiume, il processo di programmazione negoziata e partecipata volto al miglioramento del patrimonio eco-paesaggistico e alla riqualificazione dei territori dei bacini e sottobacini idrografici, in cui le comunità misureranno la capacità di “fare sistema”, promuovendo il dialogo tra i soggetti a vario titolo legati al fiume Lamone.

Tra gli obiettivi strategici individuati:

  1. l’aumento della manutenzione in un’ottica di aumento della sicurezza fluviale;
  2. il miglioramento della qualità ambientale e degli eco-sistemi connessi,
  3. la tutela della biodiversità e la difesa del paesaggio;
  4. una maggiore integrazione fra le politiche di settore spesso frammentate;
  5. nuovi processi partecipativi basati sul coinvolgimento di soggetti istituzionali, comunità e cittadini, di tutti coloro, che usano l’acqua e vivono il territorio.

Ribadito nel documento l’impegno a favorire il massimo coordinamento anche nella fase di presentazione di candidature a progetti europei o finanziamenti ordinari e straordinari per realizzare azioni comuni lungo l’asta fluviale.

«In Emilia-Romagna – spiega Paola Gazzolo, assessore regionale all’ambiente – sono già sette i Contratti di fiume avviati o conclusi e, lo scorso luglio, abbiamo riconosciuto l’importanza di questi strumenti di pianificazione partecipata nella legislazione regionale: l’obiettivo è una governance condivisa dei corsi d’acqua, in questo caso il Lamone, per un’assunzione di responsabilità collettiva che porti a politiche innovative di riqualificazione dell’intero bacino idrografico, tenendo in considerazione le esigenze dei territori e le aspettative delle comunità. Saranno chiamate a partecipare tutte le amministrazioni pubbliche e i soggetti interessati – conclude Gazzolo – ponendo al centro del dibattito la conservazione di una buona qualità dell’ecosistema fluviale, la sicurezza idraulica, la tutela del patrimonio paesaggistico e naturalistico e la crescita economica sostenibile, attraverso l’individuazione di scelte e azioni di medio e lungo periodo».

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