A Purocelo per il 75° dell’eroica battaglia partigiana

Un onore rappresentare l’Unione della Romagna Faentina, per i 75 anni dalla battaglia che vide l’eroismo di tanti giovani, spesso ragazzi, che scelsero, per l’altissimo valore della libertà, di sacrificare il proprio interesse, di mettere in gioco la propria vita.

Piero Borrotzu, eroico comandante partigiano fucilato dai tedeschi il 5 aprile 1944 e medaglia d’oro al Valor Militare, con il suo sacrificio permise a molte altre persone di aver salva la vita.

Le sue parole “Civile è solo un popolo in cui uomini liberi sacrificano il proprio interesse e la propria vita per il bene comune” oggi devono esserci di monito.

Rischiamo di vivere sempre più, complici anche gli strumenti digitali, | in una società incentrata sull’individualismo, sulla propria persona e sulla propria immagine. Su stereotipi di personalismo e da forme di egoismo, che pongono al centro l’interesse del singolo e non quello di una comunità.

L’esempio di questo ragazzo sardo caduto sulle montagne liguri, unitamente all’abnegazione di Antonio Mereu, “Attila”, che ha perso la vita qui, su queste nostre colline – e per inciso la Sardegna ha sempre pagato un enorme contributo di vite umane nelle guerre per la libertà del nostro Paese – devono essere per noi un modello e un insegnamento per le nuove generazioni.

Dobbiamo essere consapevoli che le nostre azioni e i nostri comportamenti non possono prescindere dal concetto fondamentale di bene comune come obbiettivo prioritario.

Oggi noi ricordiamo in questo luogo il 75° anniversario della Battaglia di Purocielo. Qui ricordiamo il sacrificio di molti uomini che presero una decisione forte nel momento più buio della storia italiana.

Erano spesso ragazzi, eppure scelsero, per l’altissimo valore della libertà, di sacrificare il proprio interesse, di mettere in gioco la propria vita.
Ricordiamoci che è anche grazie a queste loro gesta, dal sacrificio per il bene comune, che esiste e sulle quali si fonda la nostra democrazia.

Le loro vite spezzate sono testimonianza di una scelta di libertà e di totale
disinteresse per le conseguenze che questa scelta avrebbe procurato a loro stessi. Una scelta che però permise, | come quella di migliaia di altri uomini, che la nostra Nazione potesse avere un futuro di libertà, di democrazia e di pace.

E dobbiamo esserne consapevoli, è nostro dovere tenere vivo e tramandare questo insegnamento.

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