Ciclabilità: maggiore fruibilità delle strade, ma seguendo le regole

Sull’installazione dei dissuasori nelle piste ciclabili per far rallentare le biciclette. Il mio punto di vista.

E’ stata oggetto di molte discussioni l’installazione, su due piste ciclabili faentine, di dissuasori per far rallentare le biciclette in prossimità degli incroci.

E’ chiaro che in una città come la nostra sia sensato stimolare gli spostamenti in bicicletta innanzitutto perché l’estensione del territorio urbanizzato è tale da poter pensare di scegliere la bici come mezzo di trasporto, in secondo luogo perché gli studi sul traffico evidenziano come la maggior parte degli spostamenti che compiamo ogni giorno siano di pochi chilometri.

In quest’ottica il ruolo dell’amministrazione è centrale per stimolare un cambio di paradigma nelle modalità di spostamento tramite la realizzazione di piste ciclabili, il raccordo tra i percorsi, attraversamenti ciclabili e garantendo un sistema preferenziale rispetto alle automobili.

E’ però indispensabile che chi sceglie la bicicletta per gli spostamenti tenga comportamenti corretti nei confronti di tutti gli altri utilizzatori della strada e soprattutto rispetti maggiormente il codice della strada avendo i dispositivi necessari (campanello, luci, ecc.), adeguando la velocità rispetto alla strada che si sta percorrendo e prestando maggiore attenzione.

Rispetto all’installazione dei dissuasori, che hanno animato molto la discussione in città, pur condividendo la necessità di trovare soluzioni per far rallentare i ciclisti in prossimità di alcune intersezioni pericolose, penso che la tipologia utilizzata non sia funzionalmente ed esteticamente adeguata.

Installare un così evidente blocco fisico rischia di essere letta come una disincentivazione nei confronti di chi utilizza la bicicletta come mezzo di trasporto, rischiando inoltre di portare i ciclisti ad uscire dalla ciclabile in prossimità di questi, per poi rientrarvi in seguito.

Si potrebbero utilizzare diverse metodologie per far ridurre la velocità e al contempo alzare l’attenzione in prossimità di intersezioni pericolose, ecco alcuni esempi:

  • Segnaletica verticale che indichi la prossimità di un incrocio pericoloso e il limite di velocità (rivolto alle biciclette)
  • Realizzazione di bande sonore di rallentamento in prossimità degli incroci (rivolto alle biciclette)
  • Realizzazione di rallentatori ottici (rivolto alle biciclette)
  • Installazione di paletti che inducano fisicamente un rallentamento, ma senza limitare una facile percorribilità della pista ciclabile (rivolto alle biciclette)
  • Installazione dei così detti “cuscini berlinesi” per far rallentare le automobili in prossimità delle intersezioni con le piste ciclabili (rivolto alle auto)
  • Installazione in prossimità di intersezioni con ciclopiste di specchi parabolici per dare maggiore visibilità alle auto e per avvisare degli attraversamenti ciclabili e pedonali (rivolto alle auto)

In sostanza penso che i dissuasori installati vadano modificati aumentando la distanza tra i due paletti o eventualmente sostituiti con altri sistemi meno invasivi e che non fungano da deterrente all’uso della bicicletta.

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