Tante le celebrazioni e le iniziative, con ampia partecipazione di giovani e studenti per ricordare l’assurda atrocità dell’Olocausto
Gli anniversari non sono e non devono essere semplici date segnate sul calendario, ma un momento per essere esortati ad interrogarci su cosa abbiamo fatto nell’anno appena trascorso e come impulso sull’anno che si apre.
Il 27 gennaio 2025 ricorrono gli 80 anni dall’apertura dei cancelli di Auschwitz e dal momento in cui tutto il mondo ebbe chiara consapevolezza dell’orrore avvenuto nei campi di sterminio e nei campi di concentramento. Quest’anno ricorrono inoltre i 25 anni dall’istituzione in Italia del “Giorno della Memoria”.
In questa giornata vorrei ricordare due persone, due ragazzi degli anni ’30: Cesare Moisè Finzi e Nello Rietti. Due amici che avevano condiviso insieme la scuola, le loro emozioni, le loro amicizie, si erano confrontati sui primi amori, sui problemi della scuola. Quello che fanno tutti i ragazzi di 13-14 anni, eppure ebbero due destini diversi.
Cesare insieme alla sua famiglia riuscì a salvarsi, prima Ravenna, poi Cattolica ed infine Mondaino, dove furono nascosti e gli furono forniti documenti falsi. Questo avvenne grazie all’intervento donne e uomini giusti che si spesero per loro, per proteggerli e per nasconderli, anche a costo della propria sicurezza e della propria vita. La storia di Nello è una storia diversa. Nello fu arrestato a Ferrara nel marzo del 1944 e fu poi deportato ad Auschwitz ed infine a Buchenwald dove fu assassinato, dove a 15 anni trovò la morte.
Queste due storie che partono insieme, ma che si concludono in maniera molto differente, ci esortano a fare due cose: a non rimanere indifferenti, perché fu l’indifferenza una delle grandi cause di quella tragedia e ci esortano ad essere uomini e donne giuste.
Ci esortano ad agire quando ci troviamo davanti a delle ingiustizie, ci esortano a non essere indifferenti e a essere uomini e donne giusti.



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