Polizia di notte a Faenza, tutto merito del Marchese di Carabas?

La Lega faentina è entrata in un loop dove si intesta ogni cosa positiva, mentre i problemi sono colpa degli altri. Un po’ come nella favola “Il gatto con gli stivali” dove ogni terra e ogni ricchezza viene attribuita al Marchese di Carabas.

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PALABUBANI, al via la ristrutturazione

E’ stato approvato il progetto definitivo per la ristrutturazione del PalaBubani di Faenza

Comunicato Stampa dell’Ufficio di Staff del Sindaco

Ha ufficialmente preso il via l’iter per la ristrutturazione del palazzetto dello sport “Dino Bubani"; che necessita da tempo di importanti adeguamenti strutturali.
Oltre a lavori generali di carattere impiantistico, il progetto definitivo di intervento redatto dal Settore Lavori Pubblici e approvato dalla Giunta nei giorni scorsi, prevede ristrutturazioni sia interne con il rifacimento della zona spogliatoi collocata sotto la tribuna di sinistra, che nella parte esterna, dove verrà realizzata una struttura quale via di fuga. Il pieno rispetto delle prescrizioni per eventi sportivi di massimo livello e delle normative antincendio garantirà
finalmente la possibilità di ospitare manifestazioni ed eventi senza le attuali limitazioni di capienza e di accesso del pubblico.
L’intervento ha già avuto il parere favorevole da parte del C.O.N.I. e avrà un costo complessivo di 800mila euro. Si prevede di finanziare l’opera al 50% (400mila euro), con un mutuo a interessi zero dell’Istituto di Credito Sportivo nell’ambito dell’iniziativa “Sport Missione Comune 2017”, nato dal protocollo stipulato tra l’ICS stesso e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani. Si tratta di un bando destinato ai Comuni allo scopo di fornire impulso agli investimenti nel
settore dell’impiantistica sportiva.
L’altra metà dei costi sarà invece oggetto di una specifica richiesta di contributo alla regione Emilia-Romagna.
Per il sindaco Giovanni Malpezzi: «restituire alla sua piena funzionalità il glorioso Palabubani è una delle priorità del mandato per rispondere positivamente alla richiesta delle società sportive che ampliano sempre più la loro attività. E’ un fenomeno trainato dai successi delle nostre società in svariate discipline e da quell’entusiasmo che solo lo sport sa suscitare. Siamo perciò impegnati, per quanto possibile, a soddisfare le richieste di tutti».
Gli fa eco l’assessore allo sport Claudia Zivieri secondo cui «l’intervento sul PalaBubani è giustamente molto atteso e lo sforzo di questi anni per qualificare l’impiantistica sportiva è stato notevole e continuo. Ricordo, ad esempio, che è attualmente in corso d’opera la realizzazione dei nuovi spogliatoi del campo sportivo di Granarolo per un investimento di circa 200mila euro. Il mondo dello sport, soprattutto di base, svolge un importante e indispensabile funzione sociale. Pur nelle difficoltà, le istituzioni non devono rinunciare a fare la loro parte».

A difesa degli Autovelox

Oggi mi voglio male, scrivo in difesa dell’installazione di autovelox in alcune zone della città.

Ammetto che per mia fortuna ho ricevuto poche multe, qualcuna per mancato contrassegno negli stalli blu e una, la prima, con il mio F10 per divieto di sosta.

L’argomento però non è questo, nei giorni scorsi è apparsa la notizia, subito ribattuta nelle principali pagine dei social faentini, che nel nostro territorio urbano sarebbero stati installati nuovi alloggiamenti fissi per gli autovelox.

Sembrerebbe tutto normale, ma invece si è alzata una nube di critiche a tale azione accusando l’amministrazione comunale di pensare a “far cassa” e che la sicurezza stradale sarebbe solo un pretesto.

Onestamente io, come credo molti altri, quando vedo un velox ho sempre l’ansia, non perchè corra in macchina, ma perchè ho il timore di non essere alla giusta velocità. La questione però dal mio punto di vista è semplice, se uno procedesse rispettando i limiti di certo non dovrebbe aver timore di essere pizzicato da una fotografia. Questo fa però sorgere una domanda, chi è contrario per quale motivo lo è? per principio o proprio perchè è uno di quelli che costantemente in alcuni tratti (allettanti) supera il limite? Perchè il primo caso lo potrei capire, ma il secondo proprio no.

Nello specifico stiamo parlando di tre postazioni inserite all’interno del territorio urbano di Faenza, dove come in tutti gli altri posti in Italia, vige il limite dei 50 km/h, ed è un po’ di anni che questa è la velocità massima consentita, quindi non sono stati messi per prendere alla sprovvista l’ignaro automobilista, ma per sanzionare chi procede all’interno della città a velocità troppo sostenute.

Sappiamo bene poi che, e aggiungo per fortuna, a Faenza in molti utilizzano la bicicletta per gli spostamenti, purtroppo i ciclisti sono sempre più le vittime delle strade e una grande colpa è data dalla disattenzione e dalla eccessiva velocità dei mezzi motorizzati, soprattutto nei centri abitati. Per parlare di numeri nel nostro comune nel 2016 su 321 incidenti rilevati ben 84 hanno visto coinvolti i ciclisti e 21 i pedoni.

Esiste uno studio che mette in relazione il rischio di morte per pedoni/ciclisti in funzione della velocità di impatto:

Tornando alle critiche è vero che ogni sanzione porta alle casse del Comune dei fondi, ma la legge 120/2010 ha stabilito però che per tutte le violazioni dei limiti di velocità accertate mediante l’impiego di autovelox e telelaser, i relativi proventi devono essere destinati alla manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e al potenziamento delle attività di controllo e accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale, ivi comprese le spese relative al personale.

Quindi i soldi che deriveranno dalle eventuali infrazioni constatate andranno a servire per azioni legate alla sicurezza delle strade e non per ultimo anche il rifacimento del manto stradale, punto dolente di alcune nostre strade. Aggiungo inoltre che, come avrete notato, in questi mesi si sono visti lungo la nostra città alcuni cantieri che hanno portato alla sistemazione dell’asfalto di alcune vie e soprattutto alla messa in sicurezza di percorsi ciclo/pedonali e dei relativi attraversamenti: azioni messe in piedi dal Comune grazie alla compartecipazione della Regione tramite fondi Europei per la sicurezza stradale.

Altro punto importante legato all’installazione di postazioni fisse per gli autovelox è legato al fatto che questo permetterà di liberare personale della Polizia Municipale che a volte veniva impiegato per effettuare controlli sulla velocità, a favore di azioni di controllo del territorio. Caso emblematico è quello di via Renaccio, dove ora è stata installata la scatola per l’apparecchiatura, cosa che ha portato a forti critiche, ma come ben tutti sappiamo in quella via spesse volte si incontrava una pattuglia di vigili ferma con un velox mobile, questo perchè quella è una di quelle strade, di cui parlavo prima, che invogliano a spingere sull’acceleratore: sarà perchè è una strada di uscita dalla città, perchè ha un “cordolo” e forse sembra di andare in pista, sarà perchè ha alcune belle curve, ma rimane il fatto che è una strada stretta, di forte passaggio, sulla quale insiste sia un parco, sia lo skate park sempre più frequentato anche da bambini e famiglie. E’ giusto che si rispetti il limite!

Alcuni dicono che la sicurezza stradale non si fa con gli autovelox, è sì in parte è vero, sono molto importanti azioni di prevenzione e informazione, ma è innegabile che il velox, la multa che ne consegue, i punti sulla patente sono un ottimo deterrente e un buon invito a rispettare i limiti. Prendiamo ad esempio l’obbligo delle cinture di sicurezza: alcuni ricorderanno che finchè non si è iniziato a fare le multe alle infrazioni in pochi le mettevano, oggi quando uno sale in macchina è diventato un gesto autonomo allacciare la cintura, similmente accade per l’utilizzo dei cellulari alla guida.

Credo che la velocità sia un fattore determinante negli incidenti stradali e se l’installazione dei velox potrà portare alla riduzione degli incidenti ben vengano, ricordiamoci che gli autovelox non colpiscono indiscriminatamente, ma solo chi non sta rispettando una legge.

(ovviamente stiamo parlando di apparecchiature registrate e tarate, non ingannano per fare una multa in più!)