La manifestazione non contro qualcosa o qualcuno, ma per la nostra ferrovia.
Domenica 2 febbraio in tanti cittadini, amministratori, forze sociali, associazioni e pendolari, davanti alla stazione di Borgo San Lorenzo, per chiedere un futuro chiaro per la Faentina.
Certezza nei tempi per il ripristino post alluvione, maggiore frequenza, corse veloci, integrazione nella valle del Lamone con Tper, orari cadenzati, investimenti sul materiale rotabile, un tavolo permanente di confronto e nel frattempo servizi sostitutivi – quando le corse in treno sono interrotte – efficienti e che siano parametrati a studenti e pendolari, questo è quanto deve essere messo subito in atto.
L’unione dei territori e di tutte le parti interessate tramite il “Manifesto per la Faentina” è la strada da perseguire e penso che la piazza di oggi unita alla nuova spinta data dal Commissario Curcio, dalla lettera d’intenti tra Emilia-Romagna e Toscana firmata dai presidenti De Pascale e Giani e dalle azioni che tramite questa stanno già mettendo in atto i due assessori Irene Priolo e Stefano Baccelli, siano l’inizio di un nuovo percorso.
La Ferrovia Faentina, completata e inaugurata nel 1893, è un’opera che nei suoi anni di servizio è diventata un tratto identitario dei territori attraversati, ha accompagnato e creato legami lavorativi e affettivi, permettendo alle comunità di spostarsi, ai pendolari di muoversi e agli studenti di frequentare le scuole. Collegando Faenza a Firenze, la Faentina ha consentito e consente la connessione della Toscana con l’Emilia Romagna. In più, attraverso la Ferrovia Ravenna-Faenza e la “Leopolda” Firenze-Pisa-Livorno, l’Adriatico è collegato al Tirreno. Oltre alla necessità sociale di garantire a tutti l’accesso a un servizio di trasporto pubblico efficiente.
Ecco il testo completo del Manifesto
La Ferrovia Faentina, completata e inaugurata nel 1893, è un’opera che nei suoi anni di servizio è diventata un tratto identitario dei territori attraversati, ha accompagnato e creato legami lavorativi e affettivi, permettendo alle comunità di spostarsi, ai pendolari di muoversi e agli studenti di frequentare le scuole. Collegando Faenza a Firenze, la Faentina ha consentito e consente la connessione della Toscana con l’Emilia Romagna. In più, attraverso la Ferrovia Ravenna-Faenza e la “Leopolda” Firenze-Pisa-Livorno, l’Adriatico è collegato al Tirreno. Oltre alla necessità sociale di garantire a tutti l’accesso a un servizio di trasporto pubblico efficiente, rilanciare la Faentina contribuirebbe a ridurre l’uso del mezzo privato, migliorando la qualità dell’aria, nel rispetto degli obiettivi europei e nazionali di decarbonizzazione dei trasporti (cit. Fit for55 e PNIEC).
La Faentina è invece una linea ferita: in primo luogo, a causa dei disagi dovuti a ritardi, soppressioni e altre problematiche. Riporta, inoltre, ferite in senso letterale, in quanto profondamente colpita dagli eventi alluvionali del maggio 2023, che hanno generato numerose frane nella tratta Marradi-Faenza.
Da qui, la necessità di questo “Manifesto per la Faentina”. Un Manifesto vero e proprio, con impegni precisi, alcuni attuabili da subito e altri più strutturali. Ma anche “Manifesto” nel senso di Manifestare chiaramente l’importanza che questa linea ha per la vita delle comunità che attraversa.
Per questo chiediamo alle Regioni interessate, la Toscana e l’Emilia Romagna, di
sottoscrivere questo Manifesto di impegni, sapendo che vigileremo perché non si tratti di uno dei tanti impegni presi, perché questa volta vogliamo fare sul serio.
La sottoscrizione del Manifesto dovrà inoltre produrre una concertazione tra Città
Metropolitana di Firenze, Provincia di Ravenna e gestori del Trasporto Pubblico
Locale, per concordare e sottoscrivere una pianificazione degli interventi necessari (come parcheggi scambiatori, sistema di agevolazioni tariffarie per gli utenti più distanti…) volti a consentire un’alternativa sostenibile al mezzo privato, visti i target di riduzione delle emissioni (inquinanti e climalteranti) che i programmi comunitari e nazionali sopracitati ci obbligano a rispettare.
Di seguito gli impegni che chiediamo di sottoscrivere:
- Impegno a fornire entro il 15 marzo il cronoprogramma definitivo sulla sostituzione dei treni, che dovrà prevedere la quasi totale sostituzione entro il 2025 e la modernizzazione di quelli rimanenti;
- Impegno da parte della Regione ad adottare le sanzioni previste dal contratto di servizio, quando dovute, con l’obiettivo di ridistribuirli ogni sei mesi ai pendolari che usufruiscono della tratta;
- Creazione di un tavolo permanente sulla Faentina dove siano presenti Amministrazioni Comunali, Associazioni di categoria, Sindacati e Comitati Pendolari di entrambe le Regioni;
- Aumento delle corse che si attestano ai binari diversi dal 17 e 18 della stazione di Santa Maria Novella e realizzazione di infrastrutture che facilitino lo spostamento dai binari 17 e 18;
- Verifica degli interventi e cronoprogramma in tempi rapidi degli investimenti sottoscritti nel dicembre 2017 e in gran parte disattesi;
- Previsione di nuclei di manutenzione sulla linea Faentina, sia a Marradi che a Borgo San Lorenzo, per interventi di manutenzione ordinaria nelle h24;
- Meccanismi di scontistica o sospensione dei costi di abbonamento dei pendolari fino alla ripresa di un servizio accettabile sulla linea ferroviaria Faentina, con riferimento a tassi di ritardo e soppressione corse;
- Previsione di bus sostitutivi dedicati alle scuole nella tratta Marradi – Faenza, vista la difficile gestione odierna;
- Individuazione di un responsabile per la gestione dei bus sostitutivi che entri in servizio al momento di attivazione dell’allerta SANF e faccia da tramite con le Amministrazioni comunali;
- Cronoprogramma dettagliato e completo degli interventi sulle frane della tratta Marradi-Faenza dovute all’alluvione del maggio 2023 e chiarezza su quali interventi saranno eseguiti prioritariamente sulle frane per superare quanto prima i rallentamenti di velocità nella tratta Marradi-Faenza;
- Un nuovo Memorario, con maggiori corse sia diurne che notturne;
- Maggiori servizi e integrazione del Tper Emilia Romagna per il territorio della Valle del Lamone, superando anche il confine regionale;
- Verifica di una nuova progettualità per corse “veloci” che abbattano i tempi di percorrenza dalle stazioni principali, a partire dalla reintroduzione del secondo binario nelle stazioni ove sono stati tolti, verificando l’efficacia dei sistemi di segnalamento e legandole capillarmente con una integrazione ferro/gomma;
- Modifica del contratto di servizio, o formalizzazione di uno specifico addendum, che torni a rendere obbligatorio per Trenitalia confrontarsi singolarmente almeno una volta all’anno direttamente sul territorio.


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