Conclusa l’acquisizione dell’oasi verde, tra i siti con maggiore diversità ambientale in ambito litoraneo dell’Emilia-Romagna, oggetto di una compravendita tra privati nel 2023
L’Ortazzo-Ortazzino, una delle aree più preziose dal punto di vista ecologico e della biodiversità del Parco del Delta del Po, diventa ufficialmente di proprietà pubblica. Un risultato importante, che segna il termine di una lunga contesa, frutto di una costante collaborazione e di un importante lavoro di squadra tra l’Ente Parco, la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Ravenna, che consentirà di garantire la tutela a lungo termine di un’oasi di alto valore naturalistico e di conservazione della biodiversità e dell’ecosistema costiero.
Oggetto di numerose compravendite tra privati, l’ultima a marzo del 2023, l’area è stata infatti ufficialmente acquisita lo scorso 2 aprile dal Parco del Delta del Po al prezzo di 516mila euro, grazie al finanziamento congiunto di Regione (255mila euro), Ente Parco (166mila euro) e Comune di Ravenna (95mila euro).
Questa mattina, a sancire simbolicamente l’avvenuta compravendita dell’area, la prima visita ufficiale dell’Oasi.
L’area di Ortazzo-Ortazzino
L’Ortazzo-Ortazzino, situata nel cuore del Parco del Delta del Po, è un’area di straordinario pregio naturalistico per l’elevata naturalità rappresentata dalla successione di spiagge, dune, pinete, macchie e stagni costieri. Per questo motivo la parte settentrionale dell’Ortazzino è classificata come zona A di tutela integrale del Parco del Delta del Po, una delle due uniche aree a così elevato livello di protezione dell’intero Delta, inclusa anche la porzione ricadente in Veneto (l’altra è il bosco allagato di Punte Alberete). Data la sua importanza, l’area è inoltre inclusa nel sito Natura 2000 IT4070009, protetto dall’Unione Europea ed è zona umida Ramsar di importanza internazionale.

L’acquisizione dell’Ortazzo-Ortazzino consentirà ora di avviare interventi di miglioramento idraulico, necessari per garantire la funzionalità ecologica dell’area, e azioni di conservazione attiva previste dal Piano Territoriale del Parco e dagli strumenti di gestione del sito Natura 2000. Tra le priorità, la ristrutturazione del sistema idraulico, la tutela delle praterie umide e aride e la reintroduzione di specie vegetali e animali per il riequilibrio ecologico.
L’acquisizione dell’Oasi di Ortazzo-Ortazzino
L’area fu oggetto di un tentativo di lottizzazione tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70 del Novecento, poi bloccato per ordine della magistratura. Da allora, l’intera superficie di 481 ettari, da tempo soggetta a liquidazione volontaria, è rimasta inutilizzata.
Gli Enti locali hanno più volte tentato di acquistarla, data anche la previsione di acquisizione introdotta dal Piano Territoriale del Parco del Delta del Po, senza mai trovare la disponibilità del proprietario. Nell’ottobre del 2022, il liquidatore della proprietà privata ha manifestato l’intenzione di vendere l’area a un altro soggetto privato.
L’Ente Parco ha dichiarato il proprio diritto di prelazione ai sensi della Legge Quadro sulle Aree Protette (L.394/91). Con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Ravenna, l’Ente Parco ha quindi avviato un’azione legale per il riscatto dell’area, che ha portato a un’intensa fase di trattative con la nuova proprietà, garantendo finalmente la piena disponibilità pubblica di un’area di eccezionale valore ambientale.
Il Parco del Delta del Po
Il Parco del Delta del Po dell’Emilia-Romagna è uno dei più importanti ecosistemi d’Europa, un territorio modellato dall’acqua che si estende per 55mila ettari tra le province di Ravenna e Ferrara.
Istituito nel 1988, il Parco custodisce un patrimonio naturale straordinario, dove ambienti umidi, boschi planiziali, dune fossili e saline si intrecciano in un equilibrio unico, dando vita a una biodiversità eccezionale. Qui trovano rifugio oltre 350 specie di uccelli, accanto a circa 60 specie di pesci, 14 di anfibi e 16 di rettili. Anche la fauna terrestre è particolarmente ricca, con 61 specie di mammiferi. A testimoniare l’incredibile varietà ambientale del Parco, vi è infine la sua flora, che conta oltre 1.000 specie censite.
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