Facendo seguito alla giusta e determinata richiesta del Sindaco di Ravenna, insieme ai colleghi Proni e Gordini abbiamo presentato in Assemblea Legislativa un’interrogazione
Con il documento si vuole chiarire se esistano progetti relativi al porto di Ravenna che coinvolgano anche il ministero della Difesa israeliano e se, nel 2024, siano transitate armi o materiale bellico dal porto di Ravenna dirette a quello di Haifa, in Israele.

“È interesse pubblico primario che le attività nei porti della regione si svolgano nel pieno rispetto della legalità nazionale e internazionale, dell’articolo 11 della Costituzione e degli impegni assunti dall’Italia a tutela della pace e dei diritti umani, garantendo, al contempo, la sicurezza di lavoratori e comunità locali”, spiegano i consiglieri. I proponenti, quindi, chiedono alla giunta “di attivarsi, nell’ambito delle proprie competenze e in raccordo con l’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, con il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e con le autorità statali competenti, per verificare lo stato della partecipazione al progetto europeo ‘Undersec’, i suoi obiettivi tecnici e la coerenza etico-istituzionale della presenza del ministero della Difesa israeliano fra i partner alla luce dell’articolo 11 della Costituzione e sulla base degli indirizzi di politica regionale”. Infine, i consiglieri chiedono all’esecutivo regionale “di accertare la fondatezza delle notizie di stampa relative al presunto transito di armamenti, a fine giugno 2024, dal porto di Ravenna verso il porto di Haifa, e – più in generale – di eventuali transiti di materiale bellico nei porti dell’Emilia-Romagna”.
Civici e Pd, dunque, vogliono che la Regione garantisca la massima trasparenza, rispetto della legalità e tutela dell’immagine del sistema portuale regionale.
Il testo dell’interrogazione
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Premesso che:
- con lettera indirizzata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Sindaco di Ravenna (con delega al Porto) ha chiesto chiarimenti sulla prosecuzione della partecipazione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, insieme al Ministero della Difesa israeliano, al progetto europeo Horizon Europe “UNDERSEC – UNDERwater port SECurity system” (ottobre 2023 – settembre 2026), riguardante lo sviluppo e l’implementazione di tecnologie avanzate per la sicurezza marina e subacquea nei porti, coordinato dall’Università di Firenze con partner italiani e internazionali;
- nella medesima comunicazione, il Sindaco ha espresso la convinzione che la collaborazione con il Ministero della Difesa israeliano debba essere interrotta, richiamando l’articolo 11 della Costituzione e l’esigenza di coerenza con i valori della pace, del diritto internazionale e del rispetto dei diritti umani;
- il Sindaco ha inoltre richiesto una verifica, con eventuale accertamento di responsabilità, in merito a notizie di stampa secondo cui a fine giugno 2024 dal porto di Ravenna sarebbero transitate armi destinate al porto di Haifa (Israele), sottolineando che Ravenna è Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Resistenza e che il Consiglio comunale ha approvato, con ampia maggioranza, una mozione a sostegno del riconoscimento dello Stato di Palestina.
Rilevato che:
- l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale è un ente pubblico non economico, istituito ai sensi della Legge 84/1994 e vigilato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che opera sul territorio regionale in raccordo con le istituzioni locali e con la Regione Emilia-Romagna per la programmazione dello sviluppo portuale e della logistica integrata;
- pur non avendo competenze dirette in materia di transito ed esportazione di materiali d’armamento – attività disciplinate dalla Legge 185/1990 e soggette a controlli da parte del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, nonché da altri ministeri competenti in base alla normativa nazionale e alle convenzioni internazionali – la Regione Emilia-Romagna esercita funzioni di indirizzo, promozione della legalità, coordinamento istituzionale e tutela della coerenza tra le politiche regionali e le attività sul territorio;
- la partecipazione a progetti internazionali che coinvolgano soggetti militari stranieri, così come l’eventuale transito di armamenti attraverso infrastrutture regionali, può determinare significative ricadute reputazionali, istituzionali e sociali per il sistema portuale e per i territori interessati, rendendo necessaria un’adeguata informazione dell’Assemblea legislativa e della cittadinanza.
Considerato che:
- è interesse pubblico primario che le attività nei porti della regione si svolgano nel pieno rispetto della legalità nazionale e internazionale, dell’articolo 11 della Costituzione e degli impegni assunti dall’Italia a tutela della pace e dei diritti umani, garantendo al contempo la sicurezza di lavoratori e comunità locali;
- la trasparenza sui contenuti del progetto “Undersec” – che coinvolge soggetti pubblici, industriali e militari – e sulla presenza di eventuali transiti di armamenti, rappresenta una condizione necessaria per valutare la coerenza di tali attività con gli indirizzi politici, etici e programmatici della Regione Emilia-Romagna;
- la collaborazione istituzionale tra Regione, Autorità Portuali, Prefetture, forze dell’ordine e amministrazioni statali costituisce il presupposto per verifiche puntuali e tempestive, nonché per una corretta informazione all’Assemblea legislativa e alla cittadinanza.
Tutto ciò premesso, si interroga la Giunta regionale per sapere
- se intenda attivarsi, nell’ambito delle proprie competenze e in raccordo con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e con le autorità statali competenti, per:
- verificare lo stato della partecipazione al progetto europeo “Undersec”, i suoi obiettivi tecnici e la coerenza etico-istituzionale della presenza del Ministero della Difesa israeliano tra i partner, anche alla luce dell’articolo 11 della Costituzione e con gli indirizzi regionali;
- accertare la fondatezza delle notizie di stampa relative al presunto transito di armamenti, a fine giugno 2024, dal porto di Ravenna verso il porto di Haifa, e – più in generale – di eventuali transiti di materiale bellico nei porti della Regione;
- più in generale, quali iniziative intenda assumere per garantire massima trasparenza, rispetto della legalità e tutela dell’immagine del sistema portuale regionale.
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