Lavoro e genitorialità: nasce una proposta di legge per fermare le dimissioni “obbligate”

Il Gruppo PD in Consiglio Regionale presenta alle Camere un testo innovativo per tutelare i genitori che lasciano il lavoro a causa delle difficoltà di conciliazione

Perché una nuova legge è necessaria

La proposta — presentata ai sensi dell’art. 121 della Costituzione — nasce da un dato semplice ma drammatico: le dimissioni dei genitori, soprattutto delle madri, non sono quasi mai realmente volontarie. Sono piuttosto il sintomo di un sistema che non sostiene la cura e non garantisce strumenti adeguati a rimanere nel mercato del lavoro.

Secondo quanto rilevato dall’Ispettorato nazionale del lavoro, le principali cause delle dimissioni sono:

  • difficoltà di conciliazione per assenza di servizi;
  • orari rigidi e condizioni di lavoro gravose;
  • distanza casa-lavoro e mancanza di flessibilità;
  • costi elevati per infanzia o disabilità;
  • scarse tutele nei contratti precari.

Un fenomeno che colpisce soprattutto le donne, alimentando disuguaglianze di genere, riducendo la coesione sociale e contribuendo al calo demografico.

Cosa cambia con la proposta di legge?

La proposta interviene su più livelli, riscrivendo parti del d.lgs. 151/2001 e introducendo nuovi strumenti concreti.

Dimissioni più protette e veri controlli di volontarietà

La convalida delle dimissioni da parte dell’Ispettorato non sarà più un semplice atto amministrativo, ma un vero controllo:

  • verifica di assenza di pressioni o discriminazioni;
  • accesso garantito a misure di sostegno al reddito;
  • possibilità di sospendere le dimissioni tramite NASpI in deroga.

È previsto anche il diritto di revoca delle dimissioni fino alla cessazione effettiva del rapporto.

Nasce la “Rete locale di prossimità”

Un elemento completamente nuovo, attorno al genitore si deve muovere una rete composta da:

  • servizi sociali;
  • centri per l’impiego;
  • servizi per l’infanzia;
  • organizzazioni sindacali e datoriali;
  • enti del Terzo settore;
  • organismi di parità territoriali.

Questo per trovare soluzioni alternative alle dimissioni, dalla riorganizzazione degli orari alla ricerca di servizi, fino al supporto economico.

Nuovi diritti di flessibilità per genitori e caregiver

La legge propone l’introduzione di strumenti concreti di conciliazione:

  • lavoro flessibile per chi ha figli 0–8 anni;
  • part-time temporaneo e reversibile, senza penalizzazioni;
  • diritto al lavoro agile (smart working) per almeno una parte dell’orario;
  • divieto di discriminazioni in caso di richiesta di flessibilità;
  • motivazione obbligatoria in caso di rifiuto da parte del datore di lavoro.

Un Fondo nazionale dedicato alla conciliazione

Presso l’INPS nasce il Fondo per la conciliazione vita-lavoro e il contrasto alle dimissioni volontarie, per finanziare misure aziendali e territoriali, patti locali e welfare aziendale.

Sanzioni severe per i datori che violano le tutele

  • multe da 5.000 a 30.000 € per ogni lavoratore coinvolto;
  • nullità delle dimissioni e diritto alla reintegrazione;
  • esclusione per 3 anni dagli appalti pubblici in caso di reiterazione.

Un impianto europeo e partecipato

La proposta recepisce gli aspetti più avanzati della direttiva UE 2019/1158 sulla conciliazione vita-lavoro, tutelando anche i genitori equivalenti e i caregiver non conviventi. Inoltre prevede una cabina di regia nazionale, report annuali e valutazioni di impatto di genere.

Conclusione

Questa proposta segna un cambio di paradigma: non accompagnare i genitori fuori dal lavoro, ma creare le condizioni perché possano restarci.
È un passo di civiltà, un investimento sul futuro e un segnale chiaro:
la genitorialità non è un ostacolo, ma un valore da proteggere.

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