Finalmente è percorribile l’intero percorso da Firenze a Faenza, determinati ora a ripristinare la piena funzionalità e guardando al futuro
Dopo due anni e mezzo di attesa, la riapertura completa della tratta ferroviaria Firenze–Faenza rappresenta finalmente un momento di svolta per il territorio e per tutti coloro che in questi anni hanno vissuto i disagi di un collegamento interrotto. Non si tratta solo di un ritorno alla normalità, ma di un passo fondamentale che segna un nuovo inizio per una linea storica, strategica e profondamente identitaria.
La Faentina non è soltanto un’infrastruttura ferroviaria: è un asse vitale che unisce comunità, economie locali e territori appenninici spesso fragili, ma ricchi di storia e potenzialità. La sua riapertura definisce orizzonti finalmente più chiari e ci esorta a guardare avanti, lavorando con determinazione per il pieno ripristino della funzionalità della linea dopo gli eventi alluvionali e i relativi danni, in termini di regolarità del servizio, sicurezza, affidabilità e qualità dell’offerta per pendolari, studenti e turisti.
La giornata inaugurale ha avuto anche un forte valore simbolico e politico, testimoniato dalla presenza dei Presidenti delle Regioni Toscana ed Emilia-Romagna e dei rispettivi assessori ai trasporti. Un segnale importante di attenzione istituzionale verso un’infrastruttura che supera i confini regionali e che richiede una visione condivisa, cooperazione e continuità negli investimenti.
Ma la riapertura non guarda solo al presente. È stata anche l’occasione per rilanciare prospettive future ambiziose e affascinanti, come l’ipotesi di allungare la linea fino a Ravenna, collegando così le due città dantesche, Firenze e Ravenna, e creando un asse ferroviario capace di unire Tirreno e Adriatico passando per Faenza. Un progetto che avrebbe un enorme valore culturale, turistico ed economico, rafforzando il ruolo della Faentina come corridoio appenninico strategico.
In questo senso, la riapertura della Firenze–Faenza non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Un invito a non abbassare la guardia e a continuare a investire su una linea che può e deve tornare a essere moderna, resiliente e pienamente integrata nei sistemi di mobilità regionali e nazionali.
Per i territori attraversati dalla Faentina, oggi è davvero una giornata da ricordare. E, soprattutto, da cui ripartire.