E’ in discussione un Progetto di legge per rendere strutturale e darà un perimetro normativo definito al sostegno alle filiere agricole, di pesca e acquacultura in difficoltà e che aggiornerà la legge apistica regionale.
Sono relatore per la maggioranza di questa proposta, un testo semplice e composto da pochi articoli, ma con un obiettivo utile e fondamentale per i due obiettivi che si pone, una legge dall’importante valore.
Sostegno alle filiere agricole, di pesca e acquacoltura in difficoltà
L’agricoltura e l’agroalimentare sono settori decisivi e irrinunciabili del tessuto economico regionale, sono l’identità della nostra terra, della qualità delle nostre produzioni e un grande patrimonio ecologico, di biodiversità e per la gestione del territorio. Sono però settori che oltre a soffrire di crisi produttive e di mercato, sono fortemente toccate dalla crisi climatica e dalla situazioni geopolitiche.
La prima parte della legge quindi permette alla regione di rendere strutturale e con un quadro normativo il sostegno a filiere e comparti in difficoltà; azione che fino ad ora veniva attivata tramite azioni annuali della giunta. La nuova legge darà quindi un perimetro chiaro e permetterà alla giunta di intervenire di anno in anno sui settori delle produzioni vegetali, zootecniche, di pesca e acquacoltura che versano in situazioni difficili – sempre in sinergia e confronto con la Consulta agricola regionale -, definendo poi l’ammontare complessivo dei sostegni ed erogando contributi previa pubblicazione di avvisi.
La legge si propone di intervenire tramite il sostegno sul piano economico, produttivo e di ricerca ai settori delle produzioni vegetali (es. barbabietola da zucchero, patata, risicoltura, pere, olive), della zootecnia (preservazione del patrimonio genetico delle razze autoctone, acquisto tori e lotta alla blue tongue) e della pesca e acquacoltura (anossia delle acque, invasione del granchio blu)
Nei prossimi anni saranno disponibili: 5,74 milioni per il 2026, 3,29 milioni per il 2027, 3,49 milioni per il 2028 e saranno erogati dalla Regione o da Agrea.
Aggiornamento legge apistica regionale
La precedente legge regionale andava aggiornata, modifica e adeguata alle norme nazione e per inserire disposizioni volte a tutelare l’ape mellifera ligustica, l’ape italiana.
La norma specifica e definisce chiaramente la distanza necessaria tra gli apiari, di apiario abbandonato, le procedure di segnalazione, vigilanza e le sanzioni, oltre al divieto di postazioni apistiche nomadi.
Come i settori agricoli, zootecnici e di pesca e acquacoltura, anche l’apicoltura patisce enormemente gli stravolgimenti dei cambiamenti climatici, oltre ad essere un’antenna sulla qualità dell’aria. Se si parla di agricoltura occorre la consapevolezza che è un settore che esiste e prospera più sono presenti gli insetti impollinatori: è l’ape lo è per eccellenza. Oltre a ciò è un animale fondamentale per la salvaguardia della biodiversità.