Che gender di persona sei?

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Questa
è la domanda che mi sono posto ieri dopo aver ascoltato alcuni
interventi in Consiglio Comunale relativi all’ordine del giorno “Contro l’insegnamento della teoria gender nelle scuole”,
presentato dai gruppi Consiliari Lega Nord e Rinnovare Faenza.

Troppo
spesso ci si dimentica che quando si parla di questi temi qui, si va
a trattare e a toccare la vita e la sensibilità delle persone e
quindi devono essere trattati con attenzione e soprattutto rispetto.
In questo senso mi sento di poter dire che l’approvazione da parte di
alcuni rappresentanti del PD anno scorso di un odg simile non tenne
conto di questi aspetti e fu un errore: ma dagli errori si
impara e si deve andare avanti.

Il
testo dell’ordine del giorno, un guazzabuglio di informazioni messe
lì per andare a provare la tesi (peraltro comprovatamente falsa) che
nelle scuole si stia procedendo con l’insegnamento di una fantomatica
teoria gender che vorrebbe insinuare nei bambini la convinzione che
possono essere ciò che vogliono.

Fermi
un attimo, ma i bambini non possono aspirare a diventare quello che
vogliono ed essere chi vogliono?

Dopo
l’incursione nei banchi dei consiglieri da parte di esponenti di
Forza Nuova per consegnare volantini a tratti omofobi; un consigliere
di Lega Nord ha appeso al suo scranno un cartello “giù le mani dai
bambini”, sostenendo che la legge sulla Buona Scuola e gli istituti
scolastici attuino delle azioni e dei programmi volti a voler cambiare il pensiero
degli studenti.

Nella
legge La Buona Scuola al comma 16 si dice: “Il
piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei
principi di pari opportunità promuovendo nelle  scuole  di  ogni
ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la  prevenzione
della violenza di genere e di tutte le discriminazioni”. Ed è
giusto che la scuola insegni l’uguaglianza, la parità e condanni
fortemente ogni tipo di discriminazione
. Sono altresì infondate
tutte quelle critiche verso gli istituti scolastici accusati di non
rendere partecipi delle scelte educative messe in atto visto che il
POF (piano dell’offerta formativa) viene approvato dagli organi di
istituto nei quali siedono anche i rappresentati dei genitori.

Io
credo che la scuola e tutti gli istituti culturali debbano fornire
gli strumenti adeguati per capire la società e poter fare scelte
giuste nel rispetto di se stessi e degli altri
. La famiglia, nucleo
fondante di una società, come del resto la società, nei secoli e negli anni è cambiata: in passato avevamo famiglie patriarcali, ora non più. Il
cambiamento è insito nella natura umana.

Oggi
giorno ci sono sempre più molteplici realtà famigliari
, da quelle
composte da un padre e una madre, a quelle mono-genitoriali, a chi ha
genitori separati in malo modo, a chi è rimasto orfano, a quelle che
per famiglia intendono tutto il gruppo famigliare in senso allargato,
a chi vive in case famiglia, a chi ha una comunità per famiglia. E’
quindi discriminatorio verso molti voler istituire una festa per la
famiglia naturale, questo sarebbe mettere le mani contro quei bambini
che si sentirebbero esclusi per la sola colpa di non vivere in un
nucleo famigliare composto da padre e madre.

Non
vedo nemmeno scandaloso che nelle scuole o nelle biblioteche vi siano
libri per bambini e adolescenti che trattano il tema dei rapporti
sentimentali tra persone delle stesso sesso, così come il tema delle
famiglie separate. I bambini sono curiosi per natura, vogliono sapere
e vogliono capire. Credo che un libro, scritto da chi è esperto del
tema e che sappia come comunicare verso i giovani e giovanissimi, non
possa essere altro che utile per dare giusti strumenti per capire che
nelle diversità sta la particolarità dell’uomo
. Se i miei cugini si
domandassero come mai al pranzo di natale porto un “amico” invece
che una fidanzata, mi piace sapere che esistono libri e testi che con immagini e parole adatte gli possano far capire, gli possano dare una risposta. P.S. Ve lo
garantisco per i bambini l’unica cosa che importa è volersi bene, poco conta il resto.

Chiedere
poi che in Italia non venga applicato il documento, redatto dall’OMS,
sul educazione sessuale a parer mio è allucinante.
E’ voler mettere
la testa dentro la sabbia per non parlare di una cosa tabù, una cosa
che crea imbarazzo. Invece è giusto che se ne parli, è giusto
vincere questo blocco tutto italiano per dare alle nuove generazioni
la capacità di comprendere cosa sono la sessualità e l’affettività
, il rapporto di causa-effetto che determinati comportamenti hanno, per
prevenire in futuro malattie, comportamenti a rischio, conseguenze inaspettate o indesiderate.
Non è possibile che molti giovani pensino al preservativo
esclusivamente come strumento contraccettivo senza invece considerare
la protezione che fornisce verso le malattie veneree. Bisogna
insegnare l’educazione sessuale e all’affettività a scuola, in
maniera graduale e adatta alle varie età dei bambini.

Per
favore entriamo anche noi nel nuovo millennio (è già iniziato da un
po’) e usciamo da questo nuovo medioevo!

p.s. Il Gruppo del PD ha votato compattamente contro l’ordine del giorno

 Il testo del mio intervento in aula:

“Premesso che non si ravvisa congruità tra l’oggetto e le richieste fatte all’amministrazione comunale vogliamo sottolineare che istituire una festa per la famiglia naturale nelle scuole rischia di essere discriminatoria nei confronti dei bambini. E’ infatti innegabile che oggi per famiglia si intenda il luogo degli affetti e dell’educazione e, come anche era in passato, non si può considerarla solo in un contesto genitoriale: sono molti gli attori che a vario titolo partecipano all’educazione dei figli. La scuola deve essere uno strumento che oltre all’insegnamento pone le basi per capire, e poi vivere, la società. Ci sembra quindi sbagliato voler discriminare tutti quei giovani che vivono realtà famigliari diverse rispetto alla vita in un contesto con una madre e un padre. Le nostre politiche vanno rivolte ai giovani senza porre le basi per alcuna, anche se minima, discriminazione rispetto al contesto in cui vivono.
La Dichiarazione Universale dei Dirititi dell’Uomo parla di famiglia sottolineandone il carattere fondante per una società ed evidenziando anche il divieto verso qualsiasi forma di discriminazione nonché che l’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana e al rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Esistono
varie tipologie di famiglie e tutte devono godere di tutele.

Ha sempre più rilevanza nell’ambito socio-culturale ed educativo l’attuazione degli obiettivi sulla salute pubblica del Trattato sul funzionamento dell’UE, quali la prevenzione della malattia e i rischi per la salute compresi quelli legati allo stile di vita, che nei ragazzi e ragazze possono essere fortemente condizionati da stereotipi sessisti e forzature di vario tipo, facilitati dall’assenza di informazioni nonché da un’accessibilità incontrollata a fonti internet che possono indurre a comportamenti a rischio per la propria salute psicofisica. In questo contesto il termine “genere”, nel suo impiego filosofico, socio-culturale e socio-sanitario, assume significati e complessità che non sono e non devono essere riconducibili alla cosiddetta “teoria del gender”, quanto piuttosto al
rapporto che esiste tra componente biologica e culturale, per meglio rendere appropriati gli approcci sia educativi che sociosanitari.
E’ oltremodo aberrante criticare un documento, quello sull’educazione sessuale in Europa redatto dall’OMS, mistificando i contenuti e sostenendo tesi non vere. L’educazione sessuale e all’affettività, svolta in maniera progressiva e adatta alle varie età è assolutamente fondamentale per le nuove generazioni
per far capire loro il rapporto di causa-effetto dei comportamenti sessuali al fine di avere rispetto per se stessi e per il proprio corpo e per poter così operare scelte che siano consapevoli. Non si può inoltre negare che la sessualità sia un aspetto che accompagna tutta la nostra vita fin da bambini,
come ci insegna Freud nei suoi studi sullo sviluppo psico-sessuale. E’ giusto dare strumenti, ribadisco adatti alle varie età, per comprendere pulsioni e comportamenti.
Noi crediamo inoltre che la famiglia e la scuola, assieme ad altri attori, debbano collaborare per fornire ai giovani un’educazione culturale, alla salute e al rispetto di se e degli altri.
Il gruppo del Partito Democratico voterà contro.”

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