Un commento sul riordino di ostetricia e ginecologia a Faenza

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In questi giorni si parla molto, e aggiungo giustamente, di quale futuro avrà questo reparto nel nostro ospedale faentino e quale futuro avrà il punto nascita

Il 27 luglio scorso durante l’incontro pubblico della Commissione V sanita’ in Consiglio Comunale a Faenza, davanti a molti cittadini e a molti rappresentanti dei Partiti presenti in Consiglio, il Direttore Sanitario del’Ausl Romagna, dott. Guerra, ha rassicurato i presenti riguardo la situazione del reparto di Ostetricia/Ginecologia. 
Il 1 di agosto l’AUSL ha emesso una Direttiva che prevede lo spostamento da Faenza a Ravenna dei parti cesarei programmati e di quelli considerati a rischio.
Tutto questo è avvenuto senza avvisare i Sindaci interessati, azione che si è tenuti a fare e cercando di farla passare in sordina. 
Questa scelta rischia di portare seriamente il punto nascita di Faenza sotto i 500 parti anno, condizione sotto la quale per legge e per sicurezza se ne prevede la chiusura. Ecco il commento mio e di Federica Degli Esposti (Coordinatore comprensoriale PD Romagna Faentina)

“Apprendiamo con grande sorpresa – nonostante le rassicurazioni dei vertici dell’Asl Romagna avute durante il Consiglio comunale del 27 luglio scorso – la notizia che all’ospedale di Faenza non sarebbe più possibile effettuare parti cesarei programmati né parti indotti.

Abbiamo più volte affermato che la salute dei cittadini, la qualità dei servizi offerti e la massima prossimità possibile sono per il Partito democratico della Romagna Faentina gli obiettivi centrali in tema di organizzazione della sanità territoriale e preteso un confronto trasparente e costruttivo tra Asl ed enti istituzionali.

Proprio per questo, un tema così delicato e così sentito da tutta la nostra comunità come quello del Punto Nascita, non può in alcun modo essere oggetto di interventi senza nemmeno avvisare, o avvisando con ritardo, gli amministratori con decisioni che – stando alle direttive del decreto Balduzzi – compromettono la permanenza del del punto nascita, depotenziando di fatto il presidio ospedaliero di Faenza. Non vogliamo qui commentare i regolamenti e i protocolli aziendali, ma gridare con forza la nostra contrarietà ad un’azione che sembra esplicitamente volta a portare alla chiusura del punto nascite a Faenza, senza alcun confronto con le Istituzioni.

Il nostro interesse primario è la sicurezza della donna e, quindi, la possibilità di partorire a Faenza secondo i migliori standard qualitativi. Per noi, per la città e per tutto il territorio è, questa, una condizione irrinunciabile, che tiene conto anche dei cittadini di Marradi, Modigliana, Palazzuolo e Tredozio, appartenenti ad altre realtà territoriali, ma di fatto fruitori dei servizi sanitari di Faenza.

Chiediamo all’Azienda il rispetto per i territori e per le persone che vi abitano.”

di seguito alcuni link ad articoli correlati:

la notizia del protocollo sul sito “Romagna Mamma”

Il comunicato stampa di replica dell’Asl sul sito “Romagna Mamma”

Critiche sulla riorganizzazione punti nascita di Faenza e Lugo da parte dei sindacati sul sito “RavennaSette”

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