Una mia intervista nella newsletter del Polo di Tebano

Ho risposto ad alcune domande su di me e su Faenza per la newsletter del Polo di Tebano

INTERVISTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI FAENZA

La Faenza di “Cocco” Niccolò Bosi: «una città curiosa, laboriosa e vivace»

Niccolò Bosi, lei è stato il candidato più votato alle elezioni del consiglio comunale faentino dello scorso settembre. Ha ottenuto 1.111 preferenze personali. Un numero incredibile per Faenza. Se lo aspettava?

No, assolutamente. E’ stata una grande e bella sorpresa ed è anche questo il bello delle elezioni, di candidarsi: mettersi alla prova e chiedere una valutazione rispetto alle proprie idee e al proprio percorso. Mi sono approcciato a queste elezioni con l’importante bagaglio maturato durante i cinque anni precedenti cosciente, come in tanti mi hanno detto, che il “secondo giro” è sempre più complicato. Ed è per questo che ho cercato di impegnarmi ancora di più. Non ho chiesto un semplice voto per me, ho chiesto di condividere un’idea di città, di cose da fare e di priorità e ho cercato durante tutti i cinque anni precedenti di confrontarmi continuamente con le tante persone e realtà di Faenza, in particolar modo quelle a me più distanti e più diverse.

La sua prima esperienza in politica risale al 2010, quando si candidò al consiglio comunale per il Partito Repubblicano. Ci può raccontare il suo percorso politico?

Sì, nel 2010 mi candidai nelle fila del Partito Repubblicano principalmente per merito di un amico delle superiori, Claudio Ossani. La mia passione per la politica nasce in famiglia, a casa mia si è sempre discusso di politica e spesso con posizioni anche diverse, ma sicuramente è stato utile per approcciarsi ai temi politici con curiosità, con la determinazione di porsi domande e questo è fondamentale. Non vengo da una famiglia di iscritti a formazioni politiche, ma da una famiglia di forte passione politica. Nel 1996, alle elezioni che portarono alla vittoria di Romano Prodi, fu la prima volta che con coscienza appoggiai un progetto elettorale, ovviamente per quanto a 12 anni potessi comprendere, ma comunque nella mia vecchia casa c’è ancora un ulivo di nome Romano che piantai il giorno successivo alla vittoria. Una passione che riguarda un po’ tutti, come mia nonna di 93 anni che, incontratala dopo circa due mesi senza nemmeno un ciao, mi chiede cosa ne pensi di Draghi. Un altro tassello determinante per il mio percorso sono stati gli anni del Liceo; è lì che ho imparato a non darmi per vinto, a lottare per idee ed ideali, è lì che ho capito che la curiosità nel porsi nei confronti degli altri e delle altre idee è fondamentale; è lì che ho capito che una cosa non è negativa solo perché appartiene a mondi diversi o che non si conoscono, anzi quello è lo stimolo per crescere ancora di più, senza mai avere preconcetti.

Dopo le ultime elezioni, è stato eletto Presidente del Consiglio comunale. Un ruolo di prestigio, ma fuori da quella “battaglia politica” che le è sempre piaciuta. Un ruolo sostanzialmente di controllo dei lavori del Consiglio. Ma non si sente un po’ come il miglior giocatore che viene chiamato a fare l’arbitro?

Le elezioni amministrative sono avvenute al termine di un impegno come capogruppo, elezioni che hanno portato un grande coinvolgimento. E’ stato un risultato straordinario e veramente inaspettato e per me questa è stata una grande gratificazione per il tempo e la passione che ci ho messo nel mandato scorso e soprattutto come segno di fiducia per il futuro. Ero candidato all’interno di una lista e di una squadra che ha ottenuto un grande risultato e per me stare in un partito non vuol dire rivendicare per se stessi, ma mettersi a disposizione per un progetto e combattere battaglie per i cittadini. Il ruolo del Presidente del Consiglio Comunale mi consente in maniera trasversale rispetto alle materie e alle deleghe, di non limitarmi a seguire solo alcune questioni specifiche, ma di poter mantenere un contatto costante e continuo con tutti coloro che mi hanno visto come punto di riferimento e per i quali intendo continuare ad esserlo in questi 5 anni svolgendo al contempo un ruolo di garanzia.

Come procedono i lavori in Consiglio, in periodo di pandemia?

Il Consiglio già dal primo periodo di emergenza, di ormai un anno fa, si è subito attivato per garantire un regolare svolgimento dei lavori tramite sedute in video conferenza e per questo, per la veloce capacità di adattamento, devo ringraziare la precedente Presidente del Consiglio. E’ stato essenziale e lo è tuttora che il Consiglio potesse operare al meglio, anche per rispondere in maniera pronta alle esigenze della città e alle sfide e problematicità di questa situazione emergenziale. In questa nuova consiliatura, dopo le prime due sedute in presenza, ci si è dovuti nuovamente trasferire online. E’ chiaramente più impegnativo confrontarsi e discutere così a distanza, ancora di più per un’assemblea i cui membri ancora non hanno avuto modo di conoscersi. Credo che tutti i consiglieri però abbiano fatto propria la necessità di lavorare per dare risposte a Faenza e ai faentini, consapevoli che in questo momento di emergenza il loro impegno e il loro lavoro è ancora più centrale. Per questo voglio ringraziarli, maggioranza e minoranza.

Che tipo di rapporto ha instaurato con la Giunta guidata dal sindaco Massimo Isola?

A parte un rapporto di amicizia e stima personale, che certo non ha valore ai fini amministrativi, ma comunque importante per un lavoro armonico tra “esecutivo” e “legislativo” cittadino, credo che si possa riassumere in una fattiva collaborazione. Un elemento determinante, e al contempo assai importante, è il dialogo, che avviene socializzando i percorsi, i progetti e le sfide che si andranno ad affrontare in modo che fin da subito ci sia condivisione e si possa, confrontandosi, costruire qualcosa di giusto. Un’altra scelta condivisa è quella di dare massima pubblicità alle iniziative e alle attività del Consiglio e della Giunta, per garantire una giusta informazione ai cittadini, cercando poi, tramite gli strumenti digitali e le dirette, di stimolare sempre una sempre maggiore partecipazione. La partecipazione è un elemento centrale nella vita di una comunità, che stimola gli amministratori stessi ad essere più attenti e vicini ai cittadini, che evita che si crei un nocivo distacco. Infine, come dichiarai poco dopo la mia elezione a Presidente del Consiglio Comunale, è fin da subito stata mia intenzione, di concerto con il Sindaco, interpretare questo incarico con una ritrovata centralità, lavorando sui temi della memoria, della legalità e della cittadinanza. Il Consiglio Comunale poi riassume le diverse anime e le diverse idee di città ed è questa capacità di rappresentanza di tutti i cittadini che voglio stimolare perché il Consiglio diventi sempre più il luogo del confronto cittadino.

Lei è faentino di nascita. Conosce bene la città in tutte le sue sfaccettature sociali ed economiche. Se dovesse descrivere Faenza in poche parole, come la descriverebbe?

Amo definirmi un appassionato faentino. Faenza la riassumerei con tre parole: curiosa, laboriosa e vivace. Sono più che semplici parole, sono stati d’animo, caratteristiche profonde della città e dei faentini. Tre attributi che toccano tutti gli aspetti della vita della nostra comunità, dalle relazioni sociali all’economia. La curiosità è un elemento che ci accompagna da sempre ,che ha fatto sì che Faenza fosse nei vari secoli permeata da idee innovative e anche restauratrici e che ha portato ad eccellere in molti ambiti. Laboriosa perché i faentini si sono sempre dati da fare, si sono sempre rimboccati le maniche per la città. Vivace perché la curiosità e il lavoro, se messi assieme, danno vita ad una moltitudine di iniziative ed attività. Aggiungo infine orgogliosa, perché ogni faentino sa che Faenza è la città più bella.

In passato avrà avuto modo di conoscere il Polo di Tebano. Che giudizio ha del nostro centro?

Credo sia un gioiello ed un motivo di vanto della città. Rientra a pieno titolo in quei tre aggettivi che ho elencato per descrivere la città. E’ una di quelle tante sorprese che Faenza sa regalare. Se uno non la conoscesse potrebbe pensare che ad una sorniona cittadina di provincia ed invece è una città, sì di provincia, ma che è capace di sfoderare un centro di eccellenza nell’innovazione, formazione e valorizzazione in agricoltura. Una sola pecca, come altre realtà di eccellenza presenti nella nostra città, sono ancora troppo sconosciute dalla maggior parte della città e all’esterno. Questo elemento di contatto e collegamento con la comunità e con i cittadini è per me centrale anche per crescere ancora più forti nel futuro. Vi faccio per questo i complimenti per la vostra newsletter che permette di tenere un contatto stretto tra la città e la vostra realtà.

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