Disturbi alimentari: monitoraggio, prevenzione e assistenza

Il 28 marzo il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno volto ad ottenere maggiore attenzione sui disturbi alimentari, sempre più frequenti e per lavorare maggiormente sulla prevenzione e articolare una efficace assistenza nel territorio

Per “disturbi alimentari” si intendono le patologie caratterizzate da comportamenti che denotano, nel singolo individuo, un rapporto problematico con il cibo, in grado di impattare in modo significativo sulla qualità della vita e sulle condizioni di salute.

Gli studi riguardanti tali patologie evidenziano un complessivo peggioramento della situazione, con un aumento dei casi in concomitanza di un generale abbassamento dell’età media. I dati più recenti confermano un aumento della patologia di quasi il 40% rispetto al 2019: nel primo semestre 2020 sono stati rilevati 230.458 nuovi casi contro i 163.547 del primo semestre 2019, un dato sottostimato poiché esiste in questa patologia una grande quota di pazienti che non arriva alle cure. I dati inoltre rivelano anche un ulteriore abbassamento dell’età di esordio: il 30% della popolazione ammalata è sotto i 14 anni e una maggiore diffusione nella popolazione maschile, che nella fascia tra i 12 e 17 anni riguarda il 10%.

Le tempistiche d’intervento sono fondamentali e determinano, in larga percentuale, il successo delle terapie e dei percorsi riabilitativi di tali pazienti. D’altra parte, la pandemia e l’adeguamento all’emergenza dei posti letto per il trattamento dei malati affetti da covid, oltre ai provvedimenti limitativi in termini di presenze e operatività dovuti alla prevenzione del contagio, hanno portato a un generale ridimensionamento dei servizi dedicati al trattamento dei disturbi alimentari.

E’ urgente la necessità di ripristinare tutti i servizi ambulatoriali dedicati al trattamento di pazienti affetti da disturbi dell’alimentazione, con particolare riferimento all’implementazione (o la creazione laddove non siano in essere) di una rete di collegamento tra servizi ambulatoriali adibiti al trattamento di tali patologie e le strutture sanitarie territoriali, compresi anche ai medici di base; in secondo luogo, l’impiego di una parte dei fondi del PNRR in sostegno al trattamento dei disturbi alimentari.

Dopo la pandemia i casi di anoressia e bulimia in Italia sono aumentati del 56 per cento e un terzo delle nuove pazienti ha meno di 14 anni.

Il percorso terapeutico di un soggetto affetto da disturbi alimentari prevede tempistiche lunghe e l’impiego di più figure professionali, come neuropsichiatri, medici nutrizionisti e psicologi. Il ricovero in strutture ospedaliere è previsto solamente in casi di estrema gravità, in cui si rileva un effettivo pericolo di vita per il paziente.

In Emilia-Romagna, i tempi di attesa per una prima diagnosi e/o per un ricovero all’interno di una struttura ospedaliera hanno visto notevoli miglioramenti nell’arco del 2022, ma servono ancora notevoli passi avanti da compiere.

Da febbraio 2023 è attivo all’interno dell’Unione della Romagna Faentina lo “Spazio adolescenza”: un punto di ascolto e consulenza psico-educativa che ha come obiettivo la prevenzione delle forme di disagio e la promozione del benessere psico-relazionale agli adolescenti che vivono un momento di difficoltà o dubbi incontrati nel percorso di vita, disturbi alimentari compresi. Uno spazio in cui confrontarsi ed essere ascoltati da operatori qualificati e che possa aiutare a individuare strategie per migliorare la qualità di vita e ritrovare il benessere personale.

È attiva sul territorio del Comune di Faenza l’Associazione di volontariato “sulleALIdelleMENTI”, che si impegna a migliorare l’informazione e la conoscenza del fenomeno dei disordini alimentari e dei percorsi di cura, e che si occupa di diffondere messaggi positivi rivolti ai soggetti colpiti da questi disturbi, ai loro familiari ed amici, per migliorare la fiducia verso la guarigione.

Il documento chiede all’amministrazione

  • di applicarsi in un monitoraggio dati periodico, relativo alla presenza di casi di disturbo alimentare sul proprio territorio,
  • di prendere l’impegno di implementare le attività svolte dal servizio Spazio Adolescenza, in collaborazione con le associazioni del territorio e la rete del terzo settore,
  • di impegnarsi nell’organizzare e promuovere sul nostro territorio una campagna di sensibilizzazione, prevenzione ed informazione sulle tematiche dei disturbi alimentari e dei problemi relativi alla salute mentale tra giovani e giovanissimi,
  • di farsi portavoce presso gli enti preposti per chiedere:
    • il pieno ripristino dei reparti, ambulatoriali e ospedalieri, dei posti letto e del personale medico-assistenziale,
    • che vengano implementati i fondi per la prevenzione e la cura dei disturbi alimentari,
    • chiedere uno sforzo maggiore ad AUSL e Regione affinché siano incrementate sul territorio le strutture residenziali. come i centri diurni.

Il testo integrale dell’odg approvato

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: