L’Emilia-Romagna aderisce all’associazione Vie Francigene

Approvata all’unanimità la legge che prevede l’adesione della Regione all’associazione europea che unisce i luoghi simbolo della via Francigena.

L’Assemblea legislativa ha approvato ugualmente all’unanimità la proposta di legge di legge Pd, M5 Stelle, Civici e Avs. L’Associazione delle vie Francigene è l’organismo riconosciuto dal Consiglio d’Europa come rete per il coordinamento, la tutela e lo sviluppo dell’itinerario culturale europeo della Via Francigena, uno dei più rilevanti percorsi storico-culturali europei, riconosciuto nel 1994 quale Itinerario culturale del Consiglio d’Europa.

Il territorio dell’Emilia-Romagna è interessato da un tratto significativo del percorso, che attraversa aree di grande valore storico, paesaggistico e culturale. La valorizzazione dell’itinerario rappresenta pertanto un’opportunità strategica per rafforzare la promozione integrata del territorio regionale, sostenere le economie locali, incentivare forme di turismo sostenibile e favorire la conoscenza del patrimonio culturale diffuso. L’adesione della Regione Emilia-Romagna all’Associazione Europea delle Vie Francigene consente di rafforzare la collaborazione istituzionale a livello europeo e internazionale, contribuendo alla definizione di strategie comuni di valorizzazione del percorso e alla promozione coordinata dei territori attraversati.

La Via Francigena è un antico tracciato di pellegrinaggio che conduce dall’Europa Nord-Occidentale (la terra dei Franchi) a Roma e poi verso Santa Maria di Leuca in direzione Gerusalemme. Al contrario di quanto si potrebbe credere, storicamente non era costituita da un unico itinerario ma da un insieme di percorsi e sentieri che nel complesso formavano un sistema viario verso Roma. Il percorso attuale parte dall’Inghilterra e attraversa la Francia, la Svizzera e l’Italia, sino al cuore della cristianità e alla tomba di Pietro, per continuare poi verso i porti d’imbarco della Puglia. Il percorso da Canterbury a Roma ripercorre le 79 tappe del pellegrinaggio compiuto nel 990 d.C. dal Vescovo Sigerico che si recò a Roma per ricevere il Pallio da Papa Giovanni XV. Il percorso che da Roma porta alla Puglia si basa invece su testimonianze lasciate da un pellegrino anonimo burdigalense del 333. A partire dal 1994, la Francigena è stata dichiarata “Itinerario culturale del Consiglio d’Europa”, assumendo così un “itinerario fisso” e, al pari del cammino di Santiago, la dimensione sovranazionale che ha sempre rappresentato. Dal 2019, il Consiglio d’Europa ha riconosciuto come parte dell’itinerario culturale anche la Francigena del Sud, espandendo il percorso della Francigena a 3.200 km. Sei tappe e alcune varianti storiche attraversano l’Emilia–Romagna per un totale di quasi 200 km, offrendo paesaggi, emozioni e comunità uniche. Dal fiume Po, con il suggestivo Guado di Sigerico, si attraversano i Comuni di Calendasco, Rottofreno, Piacenza, Pontenure, Cadeo, Fiorenzuola d’Arda e Alseno in Provincia di Piacenza. La provincia di Parma si apre con Fidenza e prosegue attraversando Noceto, Medesano, Fornovo di Taro, Terenzo e Berceto. La variante storica che parte da Parma, infine, attraversa il Comune di Collecchio e costeggia il Parco fluviale del Taro per poi ricongiungersi a Fornovo di Taro.

La via Francigena è riconosciuto come Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa che sono reti europee che attraversano e connettono diversi paesi, valorizzando il patrimonio culturale, storico e artistico del continente. Lanciati nel 1987 con il Cammino di Santiago, questi percorsi promuovono il dialogo interculturale, il turismo sostenibile e i valori europei condivisi, ad oggi gli itinerari riconosciuti sono 49 e spaziano tra itinerari fisici e itinerari che uniscono luoghi affini per tradizioni, identità o perché legati a figure simbolo del patrimonio culturale europeo.

Un elemento fondamentale per sviluppare e promuovere questi itinerari sono le associazioni che uniscono i diversi enti e soggetti che aderiscono, permettendo importanti occasioni di confronto, scambio e condivisione di pratiche, oltre che il fondamentale ruolo di organizzazione e programmazione.