300 milioni di euro per recuperare gli alloggi pubblici sfitti e ampliare l’offerta abitativa.
L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato il nuovo Piano Casa regionale, un intervento da 300 milioni di euro finalizzato al recupero e alla riqualificazione degli alloggi pubblici attualmente sfitti sul territorio regionale.

Il finanziamento, reso possibile grazie a un accordo con la Banca Europea degli Investimenti (BEI), rappresenta uno dei più importanti investimenti regionali degli ultimi anni sul tema dell’abitare e punta a fornire una risposta concreta all’emergenza abitativa che interessa giovani, lavoratrici e lavoratori, famiglie e studenti con redditi medio-bassi.
La prima fase del progetto prevede il ripristino di 1.011 appartamenti che saranno assegnati in locazione a canone calmierato. Gli affitti saranno modulati sulla base delle condizioni economiche dei territori e resteranno inferiori ai valori di mercato. Potranno accedere agli alloggi i cittadini con un Isee compreso tra gli 8.000 e i 35.000 euro, ampliando così la platea dei beneficiari delle politiche pubbliche per la casa.
I primi interventi sono già programmati in diversi territori della regione, per il territorio ravennate, la prima fase del Piano prevede il recupero di 23 alloggi che saranno destinati all’affitto a canone calmierato, contribuendo ad aumentare l’offerta abitativa accessibile per famiglie e lavoratori del territorio.
Il Piano Casa introduce inoltre nuovi strumenti per il monitoraggio e la programmazione delle politiche abitative, tra cui una banca dati regionale dedicata agli alloggi pubblici e agli interventi di recupero, con l’obiettivo di rendere più efficace la risposta ai bisogni reali delle comunità locali.
«L’approvazione di questa legge rappresenta un passo importante per garantire il diritto alla casa e dare risposte concrete a migliaia di persone che oggi incontrano difficoltà ad accedere al mercato degli affitti», dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Niccolò Bosi. «Si tratta di un investimento strutturale che non guarda soltanto all’emergenza, ma costruisce una strategia di lungo periodo. Recuperiamo patrimonio pubblico oggi inutilizzato, ampliamo l’offerta di alloggi a canone calmierato e sosteniamo quella fascia di cittadini che spesso resta esclusa sia dall’edilizia residenziale pubblica tradizionale sia dal mercato privato. Per la provincia di Ravenna, dove sono già previsti in accordo con i Comuni e con Acer, 23 interventi nella prima fase del piano, questa misura rappresenta una risposta concreta ai bisogni abitativi di giovani, famiglie e lavoratori. È una scelta che riduce le disuguaglianze, rafforza la coesione sociale e investe sul futuro delle nostre comunità».
Con l’approvazione del Piano Casa, l’Emilia-Romagna conferma la volontà di affrontare il tema dell’abitare attraverso strumenti stabili e programmazione pluriennale, valorizzando il patrimonio pubblico esistente e promuovendo politiche capaci di coniugare inclusione sociale, sostenibilità e sviluppo territoriale.