Ca’ di Malanca, al via il restauro finanziato dalla Regione Emilia-Romagna

Un investimento di 480.000 euro per preservare uno dei luoghi simbolo della Resistenza romagnola e valorizzare un patrimonio storico, museale e civile fondamentale per le nuove generazioni.

Un finanziamento di 480.000 euro interamente sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna consentirà di realizzare i lavori di restauro di Ca’ di Malanca, uno dei luoghi più significativi della memoria della Resistenza nel territorio romagnolo.

L’intervento rappresenta un passo importante per la conservazione e la valorizzazione di un patrimonio storico, culturale e civile che da decenni racconta alle nuove generazioni una delle pagine più importanti della storia italiana: la lotta di Liberazione dal nazifascismo.

Situata sulle colline tra Brisighella e la valle del Senio, Ca’ di Malanca è strettamente legata alle vicende della Resistenza romagnola. Durante l’autunno del 1944 queste zone furono teatro di intensi combattimenti tra le formazioni partigiane e le truppe nazifasciste. In particolare, l’area è associata all’attività della 36ª Brigata Garibaldi “Alessandro Bianconcini”, una delle più importanti formazioni partigiane dell’Emilia-Romagna, e agli eventi che segnarono la battaglia di Purocielo, episodio emblematico della lotta per la libertà combattuta sull’Appennino.

Proprio per questo forte legame con la storia della Resistenza, Ca’ di Malanca è diventata negli anni un luogo simbolo della memoria partigiana, riconosciuto e frequentato da studiosi, scuole, associazioni e cittadini.

All’interno dell’edificio trova spazio un articolato percorso storico e museale che custodisce documenti, fotografie, testimonianze, oggetti e materiali d’archivio dedicati alla Guerra di Liberazione e alla storia della Resistenza in Romagna e in Emilia-Romagna. Un patrimonio prezioso che permette ai visitatori di comprendere il contesto storico di quegli anni e di riflettere sui valori di libertà, democrazia, giustizia sociale e partecipazione che hanno contribuito alla nascita dell’Italia repubblicana.

La tutela di questo patrimonio è stata resa possibile, nel corso degli anni, grazie al costante impegno dell’Associazione Ca’ di Malanca. Attraverso attività culturali, iniziative commemorative, percorsi didattici e collaborazioni con scuole e istituzioni, l’associazione ha saputo trasformare il museo in un luogo vivo, capace di mantenere un dialogo continuo tra passato e presente. Un lavoro prezioso che ha consentito di conservare la memoria della Resistenza non come semplice ricordo, ma come esperienza collettiva e patrimonio condiviso della comunità.

I lavori di restauro finanziati dalla Regione Emilia-Romagna consentiranno di preservare l’edificio e migliorarne la fruibilità, garantendo condizioni adeguate per la conservazione del percorso museale e per l’accoglienza dei visitatori. Si tratta di un investimento che va oltre il recupero materiale della struttura: significa rafforzare un presidio culturale e civile fondamentale per il territorio.

Con questo intervento la Regione conferma il proprio impegno nella valorizzazione dei luoghi della memoria e nella tutela di quei beni che contribuiscono a trasmettere alle nuove generazioni la conoscenza della storia e dei valori democratici su cui si fonda la nostra convivenza civile.

Perché custodire Ca’ di Malanca significa custodire una parte importante della nostra identità collettiva. Significa mantenere vivo il ricordo di chi ha lottato per la libertà e continuare a offrire alle nuove generazioni uno spazio di conoscenza, consapevolezza e partecipazione.