Moria delle cozze, la Regione interviene per sostenere le imprese e la ripresa produttiva

La grave moria di cozze che durante l’estate ha colpito gli allevamenti lungo tutto il litorale emiliano-romagnolo, da Goro a Cattolica, è stata al centro di un’interrogazione discussa in Aula e della risposta dell’assessore regionale alla Caccia e Pesca Alessio Mammi

La situazione è particolarmente pesante: le anomalie termiche, i picchi eccezionali di calore, la conseguente anossia e l’assenza di mareggiate hanno provocato perdite stimate tra il 70 e il 100% della produzione. Un danno che non riguarda soltanto il prodotto pronto per la vendita, ma anche il seme, mettendo a rischio la capacità produttiva e reddituale delle imprese anche per i prossimi anni.

Per sostenere la ripresa, la Regione è partita dalla delimitazione delle aree colpite, necessaria per attivare i ristori previsti dalla normativa nazionale. Allo stesso tempo, consapevole che i tempi della finanza pubblica statale potrebbero non essere compatibili con le urgenze delle imprese, sta valutando interventi propri, compresi aiuti specifici e indennità compensative attraverso le risorse europee per la pesca e l’acquacoltura.

La Regione ha inoltre confermato la volontà di istituire un fondo di ristoro anche nel bilancio 2027, dopo aver stanziato circa 6 milioni di euro negli ultimi anni per affrontare le emergenze legate all’anossia e al granchio blu. È previsto anche un confronto con istituti bancari e consorzi di garanzia per verificare la possibilità di sospendere le rate dei mutui e favorire l’accesso a nuova liquidità per le imprese in difficoltà.

Ma accanto all’emergenza serve una strategia per il futuro. Come sottolineato dall’assessore Mammi, questi fenomeni non possono più essere considerati episodi isolati. La Regione promuoverà quindi studi e ricerche per individuare strategie di adattamento alle nuove condizioni climatiche, valutando anche la sperimentazione di spostamenti temporanei degli impianti verso acque più profonde e fresche durante i picchi termici.

L’obiettivo è sostenere nell’immediato le imprese colpite e, allo stesso tempo, proteggere nel lungo periodo un comparto fondamentale per l’economia e l’occupazione della costa emiliano-romagnola.