Tre milioni di euro per sostenere le famiglie in temporanea difficoltà, prevenire il sovraindebitamento e offrire una possibilità concreta di ripartire
Una spesa imprevista può mettere in difficoltà un bilancio familiare. Una cura medica, una bolletta, un affitto, una spesa scolastica, la perdita del lavoro o una situazione familiare improvvisa possono trasformare un momento complicato in una condizione di fragilità più profonda.
Per questo l’Emilia-Romagna ha approvato la legge sul microcredito sociale, introducendo uno strumento pensato per intervenire prima che una difficoltà temporanea possa trasformarsi in povertà.
La Regione mette a disposizione 3 milioni di euro nel triennio 2026-2028, con un milione di euro all’anno, attraverso un Fondo di garanzia e sviluppo per il microcredito sociale. Le risorse serviranno a sostenere persone e famiglie residenti in Emilia-Romagna che si trovano in una fase di vulnerabilità economica e che possono essere escluse dai tradizionali canali bancari.
Il sostegno potrà arrivare fino a 10mila euro per nucleo familiare, da restituire in cinque anni e senza la necessità di sottoscrivere ipoteche. Il prestito potrà essere utilizzato per bisogni primari e spese non rinviabili, come spese mediche urgenti, affitto e utenze, istruzione dei figli e interventi necessari per la casa.
Ma il valore della misura non sta soltanto nella possibilità di accedere al credito. La legge prevede infatti anche un accompagnamento attraverso tutor specializzati e servizi di educazione finanziaria, con l’obiettivo di aiutare le famiglie nella gestione del proprio bilancio e prevenire il rischio di sovraindebitamento.
È un modello che mette insieme sostegno economico e responsabilità. Non un contributo a fondo perduto, ma uno strumento che può aiutare una persona o una famiglia a superare un momento difficile senza essere costretta a rivolgersi a forme di credito improprio o, nei casi più gravi, all’usura.
Il Fondo avrà inoltre una caratteristica importante: con la restituzione dei prestiti, le risorse potranno tornare disponibili per nuovi beneficiari. In questo modo lo stanziamento iniziale potrà generare nel tempo un volume di interventi superiore alle risorse messe inizialmente a disposizione.
La misura sarà realizzata in raccordo con i servizi sociali territoriali, gli enti locali e il Terzo settore, mettendo in rete le esperienze di microcredito già presenti sul territorio regionale. I requisiti specifici per accedere al sostegno e le modalità operative saranno definiti nei prossimi mesi, anche sulla base dell’Isee e di ulteriori indicatori di fragilità e sostenibilità finanziaria.
L’obiettivo è semplice: intervenire quando una famiglia è ancora nelle condizioni di affrontare una difficoltà e accompagnarla verso una nuova autonomia. Perché prevenire l’impoverimento significa anche evitare che un problema temporaneo diventi una situazione permanente.