Una scala per Palazzo del Podestà

Quando fu costruito le regole sulla sicurezza erano “diverse”, e quindi ora, per renderlo fruibile secondo le norme di sicurezza e accessibilità, occorrerà un intervento particolare.

Come ben sappiamo Palazzo del Podestà è oggetto in questi mesi di un importante intervento di restauro integrale. Una sfida, un’azione importante per un luogo che ha accompagnato la storia di Faenza e dei suoi abitanti fin dal XII secolo.

Quello che vediamo oggi è molto diverso da come si presentava il palazzo originario, infatti nei secoli si sono ripetuti molteplici interventi sia di consolidamento, ma anche di adeguamento agli stili e bisogni del periodo, fino ad arrivare al più imponente di tutti alla fine degli anni 30, che portò alla creazione di Piazza Martiri della Libertà (Erbe) con l’abbattimento di parti del complesso.

Oggi, volendo dare nuovo valore a questo edificio, occorre renderlo fruibile affrontando il tema delle norme in merito alla sicurezza, all’accessibilità e alle vie di esodo e quindi occorrerà realizzare una ulteriore scala, oltre a quella già presente, e un ascensore. Per quest’ultimo si è pensato di utilizzare la parte del palazzo che si affaccia su Corso Saffi permettendo il superamento delle barriere architettoniche, e sempre su questa porzione di fabbricato, verranno collocati tutti i servizi del salone dell’Arengo. Come è ben facile immaginare realizzare una scala d’emergenza è assai più complicato soprattutto nel decidere come e dove realizzarla. Fin dai primi ragionamenti fatti anni fa sul restauro, il tema della realizzazione di una ulteriore scala era emerso, come nel progetto del famoso architetto Fuksas.

fuksas - faenza

Come dicevo prima, in passato il Palazzo era diverso, più ampio. Al limite esterno si ergeva la torre civica con la funzione di chiamare tramite la sua campana (conservata presso il Liceo Torricelli) i cittadini in armi. La torre fu atterrata in gran parte nel 1700 per problemi di stabilità, ma fino alla completa demolizione del complesso negli anni 30 era rimasta intatta la parte appoggiata al salone dell’Arengo. Ancora oggi si può notare dove questo corpo di fabbrica era attaccato.

Nel progetto si è quindi deciso di realizzare un volume che ricalca l’antico sedime della torre, la nuova struttura sarà illuminata sia dall’alto che dal basso con luce d’accento,  per sottolinearne la presenza di notte, il colore sarà tenue tipo color calce, per evitare che un colore troppo definito entri in competizione con il fabbricato. Il volume è volutamente asciutto e minimale, sia per ragioni di economicità sia per non prevaricare con l’immagine del palazzo storico e in modo che venga volutamente percepito come un elemento aggiunto, smontabile in qualsiasi momento. Il volume in metallo è staccato dal fabbricato e collegato al Palazzo del Podestà da una passerella sospesa.
Non conterrà elevatori (al cui posto è stato previsto un piano di carico) perché è stato concordato con la Soprintendenza di occupare il minor volume possibile, al fine di lasciare il più possibile libera la visione del fabbricato retrostante.

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Durante gli scavi per la realizzazione della torre contenente la nuova scala verranno approfondite le indagini archeologiche del tessuto urbano cittadino scomparso.

L’ultimo stralcio consisterà nell’allestimento degli spazi con arredi ed espositori, per creare un ambiente polifunzionale. La conclusione dell’intervento è prevista per dicembre 2019.

L’intervento è realizzato grazie al cofinanziamento del Fondo Europeo di sviluppo regionale – POR FESR EMILIA ROMAGNA 2014-2020 – ASSE 5 – AZIONE 6.7.1

credits:

  • il sito di storia locale http://www.historiafaentina.it
  • il sito del Settore Lavori Pubblici del Comune di Faenza
  • il libro di Andrea Dari “Il Palazzo del Podestà di Faenza” edito da Edit Faenza

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